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  <item rdf:about="http://weblog.ahref.eu/la-fabbrica-delle-donne">
    <title>La fabbrica delle donne</title>
    <link>http://weblog.ahref.eu/la-fabbrica-delle-donne</link>
    <description>Venerdì 24 maggio 2013 alle ore 15.30 presso le Gallerie di Piedicastello a Trento sarà presentato il DVD pubblicato dalla Fondazione Museo storico del Trentino del documentario "La fabbrica delle donne" di Micol Cossali.</description>
    <content:encoded xmlns:content="http://purl.org/rss/1.0/modules/content/"><![CDATA[<p>"In questa terra di lacrime, ci restano due piaceri: amare una bella donna e fumare un sigaro toscano."  Con queste parole lo scrittore e pittore Carlo Levi descriveva l'intenso piacere che il fumo di un buon sigaro è in grado di concedere  a chi ne sa apprezzare aromi e sfumature. Un piacere tale da riuscire a far dimenticare - pure se per pochi istanti - le sgradevolezze della vita. Levi certamente sapeva  e l'accostamento quindi non è puramente casuale che un buon sigaro può diventare tale solo se viene confezionato con arte e maestria, da dita piccole e affusolate. Mani di donna appunto.</p>
<p>Le grandi manifatture di tabacco nate nel XIX secolo sono state uno dei primi esempi di produzione meccanizzata e su larga scala, ma la fase finale del confezionamento del sigaro non è mai stata questione di macchina. Da sempre, ancora oggi, è riposta esclusivamente nell'abilità delle sigaraie, un mestiere che allora - come oggi - è da sempre declinato al femminile.<br /><br />Il documentario "La fabbrica delle donne" di Micol Cossali che sarà presentato venerdì 24 maggio 2013 alle ore 15.30 presso le Gallerie di Piedicastello a Trento fa parlare propio loro, le "zigherane". Tredici donne di età diversa che hanno lavorato nello stabilimento della Manifattura Tabacchi di Rovereto dagli anni ’40 fino alla sua chiusura avvenuta nel 2008.<br /><br />Il giorno scelto per la presentazione del DVD è significativo. Il 24 maggio 1944 infatti la Manifattura Tabacchi di Rovereto fu bombardata. Molti i danni ma fortunatamente nessuna vittima. Da allora ogni anno il 24 maggio le "zigherane" ricordano quella circostanz amiracolosa e il voto fatto dalle loro colleghe di allora a Maria Ausiliatrice per ringraziare la Madonna che le aveva preservate dall'esplosione e protette fino alla fine della seconda guerra mondiale.<br /><br />Alla presentazione, insieme alla regista Micol Cossali, parteciperanno le tredici donne che attraverso il loro racconto diretto hanno permesso di ricostruire la storia e la vita sociale all'interno di una delle realtà industriali storiche di Rovereto. <br /><br />In questa occasione il presidente Alberto Pacher consegnerà alle intervistate un attestato di riconoscimento per la loro preziosa testimonianza.<br /><br />Il film, ora pubblicato in DVD dalla Fondazione Museo storico del Trentino è stato già presentato in anteprima al Trento Film Festival. Alla presentazione interverrà  interverrà Alberto Pacher, presidente della provincia di Trento, che consegnerà alle intervistate un attestato di riconoscimento per la loro preziosa testimonianza.</p>
<p><iframe frameborder="0" height="281" src="http://player.vimeo.com/video/63673728" width="500"></iframe></p>
<p><a href="http://vimeo.com/63673728">LA FABBRICA DELLE DONNE (trailer)</a> from <a href="http://vimeo.com/micolcossali">Micol Cossali</a> on <a href="http://vimeo.com">Vimeo</a>.</p>]]></content:encoded>
    <dc:publisher>No publisher</dc:publisher>
    <dc:creator>Piergiovanni Mometto</dc:creator>
    <dc:rights></dc:rights>
    <dc:date>2013-05-21T14:05:00Z</dc:date>
    <dc:type>Notizia</dc:type>
  </item>


  <item rdf:about="http://weblog.ahref.eu/cittadini-reattivi-a-bicipace">
    <title>"Cittadini Reattivi" a Bicipace</title>
    <link>http://weblog.ahref.eu/cittadini-reattivi-a-bicipace</link>
    <description>Cittadini Reattivi l'inchiesta civica premiata da fondazione &lt;ahref sarà protagonista alla 31esima edizione della più grande biciclettata lombarda a favore dell’ambiente, della pace e della solidarietà.



Partenze da 50 comuni della Lombardia tra le province di Milano e Varese.



Arrivo nel Parco del Ticino a Turbigo</description>
    <content:encoded xmlns:content="http://purl.org/rss/1.0/modules/content/"><![CDATA[<p>Domenica 19 maggio presso la Colonia Fluviale di Turbigo in provincia di Milano e nell'ambito di Bicipace, la più grande manifestazione a pedali della Lombardia che mobiliterà numerosi cittadini e ciclisti in tutta la regione, sarà presentato il progetto di inchiesta civica <a class="external-link" href="http://www.ahref.eu/it/media/comunicati-stampa/bando-ahref-per-inchieste-innovative-ad-alto-impatto-civico">Cittadini Reattivi</a>, dedicato al problema dei siti ambientali da bonificare. <br /><br />Proposto da Rosy Battaglia (giornalista freelance), Flavio Castiglioni e Claudio Spreafico (Legambiente) il progetto è risultato  vincitore del premio da 3000 euro del bando lanciato dalla Fondazione &lt;ahref  per la realizzazione di un’inchiesta ad alto impatto civico con format innovativi. <br /><br />Nel nostro paese si stima che i siti da bonificare, ereditati dal passato industriale, siano oltre 15mila. L'inchiesta consiste in un reportage che parte dal data journalism e racconta, attraverso video, audio, foto e interviste, attività illecite di organizzazioni criminali e buone pratiche di comitati e gruppi di cittadini. Infatti “Cittadini reattivi” non sarà soltanto una iniziativa di denuncia ma darà vita ad una campagna web interattiva, in collaborazione con Legambiente Lombardia, per mappare le buone pratiche messe in atto dai cittadini, comitati e circoli per salvaguardare ambiente, salute e legalità e per stimolare le istituzioni affinché favoriscano il libero accesso dei cittadini ai dati che misurano lo stato dell’ambiente e della salute, informazioni necessarie per favorire il dialogo con le istituzioni e riportare ad un clima di reciproca fiducia.<br /><br />Il corteo di biciclette di Bicipace (manifestazione organizzata da Legambiente che giunge quest'anno alla 31° edizione)partirà da diverse località lombarde per attraversare gli splendidi scenari del Parco del Ticino, patrimonio naturale di rilevanza regionale sottoposto a troppe minacce, tra le quali spicca il progetto della terza pista di Malpensa per  ritrovarsi poi alla Colonia Fluviale di Turbigo dove sono previsti una serie di eventi tra i quali appunto la presentazione di Cittadini Reattivi.  <br /><br />Tutte le informazioni su Cittadini Reattivi saranno disponibili a partire dal 19 maggio su: <a class="external-link" href="http://www.cittadinireattivi.it">www.cittadinireattivi.it</a> #cittadinireattivi.<br /><br />Per chi volesse partecipare a Bicipace le info sul percorso, i punti di ritrovo ed il programma della giornata sono disponibili su  <a class="external-link" href="http://bicipace.org">http://bicipace.org</a>, oppure chiamando cell. 3334169293, scrivendo a bicipace@yahoo.it, postando sul gruppo in Facebook: “Bicipace”, o su twitter @bicipace. La manifestazione non prevede un rientro organizzato, ma è possibile un ritorno treno+bici da prenotare allo 3334169293 o scrivendo a <a class="mail-link" href="mailto:bicipace@yahoo.it">bicipace@yahoo.it</a>.</p>]]></content:encoded>
    <dc:publisher>No publisher</dc:publisher>
    <dc:creator>Piergiovanni Mometto</dc:creator>
    <dc:rights></dc:rights>
    <dc:date>2013-05-16T10:10:00Z</dc:date>
    <dc:type>Notizia</dc:type>
  </item>


  <item rdf:about="http://weblog.ahref.eu/istat-e-fondazione-ahref-lanciano-la-terza-edizione-della-data-journalism-school">
    <title>Istat e Fondazione &lt;ahref lanciano la terza edizione della Data Journalism School</title>
    <link>http://weblog.ahref.eu/istat-e-fondazione-ahref-lanciano-la-terza-edizione-della-data-journalism-school</link>
    <description></description>
    <content:encoded xmlns:content="http://purl.org/rss/1.0/modules/content/"><![CDATA[<div><img class="image-inline" src="resolveuid/161e8d5a-45e7-4fe5-bf17-30a7cbb02dbd" style="float: left; " />
<div><span>Come  e dove trovare i dati e come trasformarli in giornalismo; principi e  regole della data visualization e introduzione a prodotti e strumenti  statistici.</span></div>
Sono questi i temi affrontati nel corso dedicato a studenti e professionisti dell’informazione che si svolgerà a Roma, presso la Scuola Superiore di statistica e di analisi sociali ed economiche dell’Istat, il 6-7 giugno e il 4-5 luglio 2013.</div>
<div>Un unico percorso formativo organizzato in due moduli distinti: il primo focalizzato su concetti introduttivi del Data Journalism e sulla ricerca e il trattamento dei dati; il secondo centrato sulle informazioni statistiche e le tecniche per la loro visualizzazione.</div>
<div></div>
<div>Il programma delle giornate e i dettagli sulle modalità di iscrizione e di pagamento saranno resi disponibili nei prossimi giorni.</div>
<div></div>
<div>Per rimanere informati sull’iniziativa indicare il proprio indirizzo e-mail nel seguente <a class="external-link" href="https://docs.google.com/a/ahref.eu/spreadsheet/viewform?formkey=dDJWWHFURG5HT2ZMQ3YyeEFqSy0yWEE6MQ#gid=0">form</a>.</div>
<div></div>]]></content:encoded>
    <dc:publisher>No publisher</dc:publisher>
    <dc:creator>Piergiovanni Mometto</dc:creator>
    <dc:rights></dc:rights>
    <dc:date>2013-04-26T07:55:00Z</dc:date>
    <dc:type>Notizia</dc:type>
  </item>


  <item rdf:about="http://weblog.ahref.eu/ahref-al-festival-internazionale-del-giornalismo-di-perugia">
    <title>Ahref al Festival Internazionale del Giornalismo di Perugia</title>
    <link>http://weblog.ahref.eu/ahref-al-festival-internazionale-del-giornalismo-di-perugia</link>
    <description>Al festival di Perugia l'anteprima della nuova piattaforma media civico di Ahref che propone un modello economico alternativo per finanziare l'informazione civica di qualità attraverso la promozione di contest e grant. La presentazione del manuale  "LegalLeaks" che spiega come usare le norme in vigore per chiedere dati alla PA e un incontro dedicato allo stato dell'arte del data journalism civico nei paesi dell'Europa Meridionale.</description>
    <content:encoded xmlns:content="http://purl.org/rss/1.0/modules/content/"><![CDATA[<blockquote>Nella giornata di apertura del <a href="http://www.festivaldelgiornalismo.com/" target="_blank"><span>Festival Internazionale del Giornalismo di Perugia</span></a>, Mercoledì 24 aprile, fondazione Ahref presenterà il progetto di una nuova piattaforma pensata per premiare la creatività e sostenere attraverso la i contest e grant la produzione e condivisione di informazione intesa come bene pubblico. Nel corso del panel di discussione <a href="http://www.festivaldelgiornalismo.com/programme/2013/small-medium-grant" target="_blank"><span>Contest &amp; Grant</span></a> che si svolge presso il Centro servizi Alessi (dalle 15:00 - 16:30) i giornalisti Luca De Biase (presidente di Ahref), Jacopo Barigazzi, Rosy Battaglia e Walter Dondi di Fondazione Unipolis, <a class="external-link" href="http://blog.debiase.com/2013/04/i-giornalisti-innovatori-e-lo-sviluppo-dellecosistema-dei-media/">parleranno </a>di informazione, innovazione di modelli no profit, lavoro culturale e civismo. L'incontro sarà anche l'occasione per presentare il bando <a href="https://timu.civiclinks.it/it/m/inquiry/culturability-fare-insieme-in-cooperativa/" target="_blank"><span>Culturability</span></a> finanziato da Unipolis e di cui Ahref è partner. Il bando mette a disposizione 200 mila euro per finanziare idee di startup culturali in forma cooperativa. Inoltre saranno presentate in anteprima le inchieste finanziate da Ahref con un <a href="http://www.ahref.eu/it/media/comunicati-stampa/bando-ahref-per-inchieste-innovative-ad-alto-impatto-civico" target="_blank"><span>bando</span></a> pilota: Cittadini Reattivi, Giornalisti Minacciati e Dump it. Tre inchieste multimediali che integrano giornalismo dei dati, mappe interattive e collaborazione con i cittadini e il territorio.</blockquote>
<blockquote><br /></blockquote>
<blockquote><span>Il 26 aprile presso l'Hotel Rosetta (15:30 - 16:30) Ernesto Belisario presidente dell'associazione per l'Open Government e Guido Romeo, giornalista di Wired e collaboratore di fondazione Ahref condurranno un workshop dal titolo "</span><a href="http://www.festivaldelgiornalismo.com/programme/2013/legalleaks-how-to-use-your-right-to-access-to-information" target="_blank"><span>LegalLeaks: come usare il tuo diritto di accesso all’informazione</span></a><span>". Nel corso del workshop, organizzato dall’Associazione per l’Open Government e Fondazione Ahref, sarà presentata l’edizione aggiornata del manuale "LegalLeaks", prodotto da Diritto Di Sapere e distribuito in Creative Commons, Un testo che spiega come utilizzare le norme italiane per chiedere (e ottenere) documenti, dati e file audio-video dalla pubblica amministrazione.</span></blockquote>
<blockquote><br /></blockquote>
<blockquote><span>Venerdì 26 aprile si parlerà ancora di data journalism e più in particolare degli sviluppi di questa metodologia di indagine giornalistica nei Paesi dell'Europa Meridionale, dove l'accesso alle informazioni e ai dati non è regolato come negli USA da un Freedom of Information Act ma dove, nonostante le evidenti carenze normative, sono emersi moltissimi casi nei quali i data journalist hanno lavorato fianco a fianco con iniziative della società civile, promuovendo la trasparenza e producendo inchieste di rilievo e dando vita ad interessanti esperienze di giornalismo costruito dal "basso". Mar Cabra reporter investigativo multimediale, Marko Rakar presidente Windmill, Guido Romeo Wired ed Elisabetta Tola fondatrice formicablu ne discuteranno (09:30 - 11:00) presso la sala Raffaello dell'hotel Brufani, presentando interessanti esperienze originali accadute in Spagna, Italia, Croazia e Bosnia. L'incontro "</span><a href="http://www.festivaldelgiornalismo.com/programme/2013/data-journalism-in-the-southern-european-countries" target="_blank"><span>Il data journalism nell'Europa Meridionale</span></a><span>" è organizzato da Fondazione Ahref, European Journalism Centre, Open Knowledge Foundation e </span><a href="http://datajournalism.it/" target="_blank"><span>datajournalism.it</span></a><span>.</span></blockquote>]]></content:encoded>
    <dc:publisher>No publisher</dc:publisher>
    <dc:creator>Piergiovanni Mometto</dc:creator>
    <dc:rights></dc:rights>
    <dc:date>2013-04-17T14:30:00Z</dc:date>
    <dc:type>Notizia</dc:type>
  </item>


  <item rdf:about="http://weblog.ahref.eu/la-cultura-che-crea-lavoro">
    <title>La cultura che crea lavoro</title>
    <link>http://weblog.ahref.eu/la-cultura-che-crea-lavoro</link>
    <description>Unipolis promuove “Culturability, fare insieme in cooperativa”. 200.000 euro e una rete di partner per start up culturali e creative di under 35. Da oggi in rete sul sito www.culturability.org.

</description>
    <content:encoded xmlns:content="http://purl.org/rss/1.0/modules/content/"><![CDATA[<p align="JUSTIFY">La cultura, le idee, la creatività come lavoro, come nuova grande opportunità di occupazione. Perché la cultura è necessaria per vivere (meglio). E di cultura si può vivere. Bisogna ripartire dalla cultura per rilanciare lo sviluppo, promuovere l’occupazione giovanile e l’innovazione con progetti sostenibili, realizzati da ragazze e ragazzi.</p>
<p align="JUSTIFY">Questi gli obiettivi del bando <b>“Culturability, fare insieme in cooperativa”</b>, che punta alla creazione di  <b>start up culturali e creative ad opera di under 35.</b></p>
<p align="JUSTIFY">La <b>Fondazione Unipolis </b>mette a disposizione<b> 200.000 euro </b>e un <b>percorso di accompagnamento e sostegno garantiti da una rete di partner qualificati</b>.<b> </b>I<b> </b>giovani che intraprenderanno il cammino della creazione di un’impresa, potranno contare sulla consulenza e l’aiuto di soggetti e persone competenti, in grado di risolvere i tanti e complessi problemi che si manifestano nella costituzione di una nuova azienda.</p>
<p align="JUSTIFY">Insieme a Unipolis ci sono, infatti, <b>Unipol Banca </b>e <b>Unipol Assicurazioni</b>, <b>Legacoop </b>con la sua rete di servizi, centrale e territoriale, i giovani cooperatori di<b> Generazioni </b>e<b> </b>gli esperti di<b> SeniorCoop</b>, <b>Coopfond</b>;<b> Fondazione &lt;ahref</b>,<b> </b>che<b> </b>con la sua piattaforma <b>Timu </b>farà vivere l’intero progetto sul web.</p>
<p><iframe frameborder="0" height="315" src="http://www.youtube.com/embed/j_2Ixm-qBtQ" width="560"></iframe></p>
<p><b>Tutti i gruppi partecipanti al bando possono utilizzare la <a class="external-link" href="https://timu.civiclinks.it/it/m/inquiry/culturability-fare-insieme-in-cooperativa/">piattaforma timu</a></b> per presentare un estratto del loro progetto e illustrarne la filosofia. Potranno così ampliare a una platea diversa il confronto attorno ai bisogni individuati nel proprio territorio e alle soluzioni ipotizzate. In particolare potranno presentarsi i proponenti di progetto e i loro interlocutori, portatori di interesse rispetto al progetto in gara.</p>
<p>In tal modo, oltre a render maggiormente comprensibile in profondità la realtà in cui opera ciascun gruppo di progetto, per i partecipanti sarà possibile raccogliere suggerimenti e commenti, aprire discussioni e invitare la rete alla co-progettazione on-line di parti del proprio progetto o di singole attività di promozione / coinvolgimento locale.</p>
<p align="JUSTIFY">Il bando è aperto a <b>progetti imprenditoriali </b>presentati da <b>giovani tra i 18 e i 35 anni</b> che vogliano impegnarsi nella sfida di creare una nuova cooperativa. Giovani che facciano leva sulle proprie capacità e competenza, sul desiderio di unire le forze, di mettersi insieme e di cooperare. Il team di lavoro deve essere composto da <b>almeno 3 persone</b>; possono partecipare anche <i>spin off</i> di università, associazioni e organizzazioni non-profit o cooperative e cooperative sociali costituite da non più di un anno e ancora inattive.</p>
<p align="JUSTIFY"><b>COME PARTECIPARE</b></p>
<p align="JUSTIFY"><b>Il bando è on-line su </b><span><a href="http://www.culturability.org/"><b>www.culturability.org</b></a></span>, Sul sito ci si iscrive, si può rendere pubblico il proprio progetto, ottenendo visibilità, raccogliendo suggerimenti e commenti; raccontare la propria esperienza e, se lo si desidera, condividerla con altri.</p>
<p align="JUSTIFY"><b>QUANDO PARTECIPARE</b></p>
<p align="JUSTIFY"><b>Dal 18 febbraio al 30 aprile </b>si raccolgono le adesioni dei partecipanti.</p>
<p align="JUSTIFY"><b>Dal 30 maggio 2013</b> inizia il percorso di valutazione dei progetti, che si svolge in varie tappe; a seguire gli incontri sul territorio utili a predisporre il <i>business plan</i> della nuova impresa; la valutazione finale sarà operata da una Commissione qualificata di esperti. L’iniziativa si concluderà a fine 2013 con la scelta dei soggetti che si costituiranno in cooperative a inizio 2014, alle quali verrà assegnato il contributo economico.</p>
<p align="JUSTIFY">Per informazioni e contatti: Roberta Franceschinelli – tel. 051.6437610, 339.2660670 –  <span><a href="mailto:stampa@fondazioneunipolis.org">stampa@fondazioneunipolis.org</a></span></p>
<p align="CENTER"><b>www.culturability.org </b><b> – facebook/culturability – twitter/culturability</b></p>
<p align="CENTER"> </p>
<p align="CENTER"><b><br /></b></p>]]></content:encoded>
    <dc:publisher>No publisher</dc:publisher>
    <dc:creator>Piergiovanni Mometto</dc:creator>
    <dc:rights></dc:rights>
    <dc:date>2013-02-21T14:37:16Z</dc:date>
    <dc:type>Notizia</dc:type>
  </item>


  <item rdf:about="http://weblog.ahref.eu/21-profili-professionali-per-il-web">
    <title>21 profili professionali per il Web</title>
    <link>http://weblog.ahref.eu/21-profili-professionali-per-il-web</link>
    <description>IWA Italy ha pubblicato 21 profili professionali operanti nel Web conformi ai principi di alfabetizzazione dell’Agenda Digitale europea.</description>
    <content:encoded xmlns:content="http://purl.org/rss/1.0/modules/content/"><![CDATA[<p align="LEFT"><span><span>Il 14 febbraio 2013, l’Associazione IWA Italy ha pubblicato la versione 1.0 del documento contenente <a class="internal-link" href="resolveuid/4543b292-7a66-43a2-befb-645a1a61f10c">21 profili professionali</a> operanti nel Web uniformati secondo le direttive CEN (Comitato Europeo di Normazione) in materia di </span></span><i><span>Generation 3 European ICT Profiles</span></i><span><span>, nonché le modalità di utilizzo dei medesim </span></span></p>
<p align="LEFT"><span><span>I 21 profili sono i seguenti: </span></span><a href="http://www.skillprofiles.eu/stable/g3/profiles/WSP-G3-001.pdf">Community Manager</a><i><span> - </span></i><i><a href="http://www.skillprofiles.eu/stable/g3/profiles/WSP-G3-002.pdf">Web Project Manager</a> - <a href="http://www.skillprofiles.eu/stable/g3/profiles/WSP-G3-003.pdf">Web Account Manager</a> - <a href="http://www.skillprofiles.eu/stable/g3/profiles/WSP-G3-004.pdf">User Experience Designer</a> - <a href="http://www.skillprofiles.eu/stable/g3/profiles/WSP-G3-005.pdf">Business Analyst</a> - <a href="http://www.skillprofiles.eu/stable/g3/profiles/WSP-G3-006.pdf">DB Administrator</a> - <a href="http://www.skillprofiles.eu/stable/g3/profiles/WSP-G3-007.pdf">Search Engine Expert</a> - <a href="http://www.skillprofiles.eu/stable/g3/profiles/WSP-G3-008.pdf">Advertising Manager</a> – <a href="http://www.skillprofiles.eu/stable/g3/profiles/WSP-G3-009.pdf">Front/end Web Developer</a> - <a href="http://www.skillprofiles.eu/stable/g3/profiles/WSP-G3-010.pdf">Server Side Web Developer</a> - <a href="http://www.skillprofiles.eu/stable/g3/profiles/WSP-G3-011.pdf">Web Content Specialist</a> - <a href="http://www.skillprofiles.eu/stable/g3/profiles/WSP-G3-012.pdf">Web Server Administrator</a> - <a href="http://www.skillprofiles.eu/stable/g3/profiles/WSP-G3-013.pdf">Information Architect</a> - <a href="http://www.skillprofiles.eu/stable/g3/profiles/WSP-G3-014.pdf">Digital Strategic Planner</a> - <a href="http://www.skillprofiles.eu/stable/g3/profiles/WSP-G3-015.pdf">Web Accessibility Expert</a> - <a href="http://www.skillprofiles.eu/stable/g3/profiles/WSP-G3-016.pdf">Web Security Expert</a> - <a href="http://www.skillprofiles.eu/stable/g3/profiles/WSP-G3-017.pdf">Mobile Application Developer</a> - <a href="http://www.skillprofiles.eu/stable/g3/profiles/WSP-G3-018.pdf">E-commerce Specialist</a> - <a href="http://www.skillprofiles.eu/stable/g3/profiles/WSP-G3-019.pdf">Online Store Manager</a> - <a href="http://www.skillprofiles.eu/stable/g3/profiles/WSP-G3-020.pdf">Reputation Manager</a> - <a href="http://www.skillprofiles.eu/stable/g3/profiles/WSP-G3-021.pdf">Knowledge Manager</a>.</i></p>
<p align="LEFT">Il documento, redatto da un gruppo di lavoro composto da decine di professionisti del settore, si basa sul documento “European ICT Professional Profiles (CWA 16458:2012)” e sui documenti relativi a “E-Competence Framework 2.0” (EC-F 2.0). Il suo scopo è <b>supportare la corretta individuazione delle professionalità elencate da parte dei vari attori che agiscono sul mercato</b>.</p>
<p align="LEFT">In particolare, è rivolto a:</p>
<p align="LEFT">● <span><b>manager ICT</b></span><span><span>, offrendo modelli organizzativi di responsabilità, compiti, competenze e controlli tra i diversi attori (ICT e non);</span></span></p>
<p align="LEFT">● <span><b>professionisti e manager ICT</b></span><span><span>, per definire descrizioni delle posizioni, piani di addestramento individuali e prospettive di sviluppo;</span></span></p>
<p align="LEFT">● <span><b>pesponsabili delle Risorse Umane (HR manager)</b></span><span><span>, per prevedere e pianificare il fabbisogno di competenze;</span></span></p>
<p align="LEFT">● <span><b>manager della didattica e dell’addestramento</b></span><span><span>, per pianificare e progettare con efficacia programmi di studi ICT;</span></span></p>
<p align="LEFT">● <b>studenti</b><span>, per facilitare l’informazione ed il loro orientamento professionale; </span></p>
<p align="LEFT">● <b>responsabili di ricerca di mercato e strategia</b><span>, per usare un linguaggio comune con lo scopo di prevedere le esigenze di lavoro e competenze professionali Web in una </span>prospettiva di lungo periodo;</p>
<p align="LEFT">● <b>manager degli Uffici Acquisti, </b><span>fornendo definizioni comuni per capitolati tecnici efficaci </span>nelle gare nazionali ed internazionali;</p>
<p align="LEFT">● <b>chiunque altro </b><span>necessiti di un riferimento riconosciuto e accettato nell’ambito dei profili </span>professionali per il Web per la sua professione, la sua azienda, la sua organizzazione.</p>
<p align="LEFT">L'attività è in linea col mandato dell’Agenda Digitale Europea di incremento degli skill professionali.</p>
<p align="LEFT">Su tale principio generale per il settore ICT è allineato anche il Governo Italiano che, nei report dedicati all’agenda digitale italiana (ADI), in relazione all’alfabetizzazione dichiara: “In materia di formazione qualificata è necessario innanzitutto un aggiornamento del “dizionario dei profili di competenza per le professioni ICT” redatto dal CNIPA e mantenuto da DigitPA, con recepimento del framework europeo CEN. Tale framework CEN dovrebbe quindi costituire riferimento per l’accreditamento di titoli di studio professionali anche attraverso il recepimento nei percorsi formativi di istituti tecnici e di aggiornamento professionale all’interno della PA.”</p>
<p align="LEFT"><b><a href="http://www.iwanet.org">IWA / HWG</a> </b><span>è l’associazione internazionale dei professionisti del Web. </span></p>
<p align="LEFT">L’associazione, oltre ad essere attiva nella standardizzazione del Web all’interno del W3C (World Wide Web Consortium) come unica associazione di categoria, è riconosciuta dal CEN (Comitato Europeo di Normazione) come entità di standardizzazione delle professionalità per il Web.</p>
<p align="LEFT"><a href="http://www.iwa.it/">IWA ITALY</a><span><b> </b></span><span><span>è la sezione italiana di IWA/HWG; associazione professionale ai sensi della legge n. 4/2013, promotrice dell’IWA Italy Web Skills Profiles WG, gruppo di lavoro che ha l’obiettivo di definire i profili professionali del Web. Le attività associative sono molteplici e globalmente volte alla promozione degli standard per il Web, alla cultura digitale e alla crescita professionale.</span></span></p>
<p align="LEFT"><i>Maggiori informazioni: </i></p>
<p align="LEFT"><i>Email Progetto Web Skill Profiles: </i><a href="mailto:info@skillprofiles.eu">info@skillprofiles.eu</a><i> </i></p>
<p align="LEFT"><i>Realtà che riconoscono / utilizzano già gli skill: </i><a href="http://www.skillprofiles.eu/utilizzano-gli-skills/">http://www.skillprofiles.eu/utilizzano-gli-skills/</a><i> </i></p>]]></content:encoded>
    <dc:publisher>No publisher</dc:publisher>
    <dc:creator>Piergiovanni Mometto</dc:creator>
    <dc:rights></dc:rights>
    <dc:date>2013-02-19T10:25:00Z</dc:date>
    <dc:type>Notizia</dc:type>
  </item>


  <item rdf:about="http://weblog.ahref.eu/sts-italia.-e-la-ricerca-in-fondazione-ahref">
    <title>STS, Italia. E la ricerca in Fondazione &lt;ahref</title>
    <link>http://weblog.ahref.eu/sts-italia.-e-la-ricerca-in-fondazione-ahref</link>
    <description>In un articolo pubblicato sull'ultimo numero della prestigiosa rivista Tecnoscenza, il punto sulle ricerche italiane negli studi sui rapporti tra scienza,  tecnologia e società, riconosce il ruolo svolto in questo ambito dal gruppo di ricerca di fondazione &lt;ahref.</description>
    <content:encoded xmlns:content="http://purl.org/rss/1.0/modules/content/"><![CDATA[<p align="JUSTIFY">Con la conclusione del 2012 e l'avvio del 2013, la comunità scientifica italiana interessata alla relazione tra scienza, tecnologia e società, ha potuto godere della pubblicazione di un numero di <a href="http://www.tecnoscienza.net/index.php/tsj">Tecnoscienza</a>, Italian Journal of Science and Technology Studies.</p>
<p align="JUSTIFY">Il gruppo di ricerca di Fondazione &lt;ahref ha <span>un motivo particolare per gioire della pubblicazione di questo numero ed è legato all'articolo dal titolo “STS, Italia”, scritto da Attila Bruni, presidente uscente di <a href="http://www.stsitalia.org/">STS Italia</a>, la “Società Italiana di Studi su Scienza e Tecnologia”, che promuove Tecnoscienza e che raccoglie gli studiosi e le studiose della relazione tra scienza, tecnologia e società in Italia. </span>Nel suo articolo, Attila Bruni ricostruisce sia le origini di STS Italia, comprensive del mito fondativo, sia gli sviluppi che, dal 2004 in poi, hanno portato STS Italia a organizzare quattro convegni nazionali e un'edizione del convegno dell'associazione europea di studi sulla scienza e la tecnologia (EASST), nel 2010 a Trento, oltre che al lancio della stessa Tecnoscienza a cui, oltretutto, è stato conferito di recente il premio “Rivista On-line 2012” nell'ambito del <a href="http://www.comune.rosignano.livorno.it/site4/pages/home.php?tipop=vis_pagina&id=18630&idpadre=7001#.UPBA7OjF8fk">Premio Filosofico Castiglioncello</a>.</p>
<p align="JUSTIFY">È questa ricostruzione che costituisce un motivo di orgoglio e di soddisfazione per il gruppo di ricerca di Fondazione &lt;ahref, in particolare per <a href="http://www.ahref.eu/it/ricerca/gruppo-di-ricerca-1/stefano-de-paoli">Stefano De Paoli</a> e <a href="http://www.ahref.eu/it/ricerca/gruppo-di-ricerca-1/maurizio-teli">Maurizio Teli</a>, in quanto Attila riconosce al lavoro di ricerca svolto dai due ricercatori &lt;ahref (sia prima dell'ingresso in Fondazione, sia successivamente, e in collaborazioni con reti di ricerca nazionali e internazionali) il merito di aver dato un contributo tematico specifico alla crescita del campo degli STS in Italia. Nel dettaglio, il contributo dato da Stefano e Maurizio riguarda la contaminazione tra gli STS e gli studi in altri ambiti disciplinari, come i sistemi informativi o il <i>participatory design</i><span>, e l'attenzione prestata dai due ricercatori ai temi prima della proprietà intellettuale nel mondo digitale, poi al mondo digitale </span><i>tour court</i><span> e ai metodi della ricerca sociale adatti allo studio dello stesso mondo digitale. Pertanto, cogliamo l'occasione di ringraziare Attila per il riconoscimento dato al nostro lavoro, e ne approfittiamo per ringraziare l'intera comunità italiana degli STS per i continui stimoli intellettuali.</span></p>
<p align="JUSTIFY">Approfittiamo di questo momento per ricordare a chi segue le attività della Fondazione &lt;ahref come la partecipazione di Stefano e Maurizio si sia articolata da quando si sono uniti al gruppo di lavoro di &lt;ahref. Dal 2011 ad oggi, oltre alla pubblicazione di un paio di recensioni di libri su Tecnoscienza scritte da Maurizio, i due ricercatori &lt;ahref hanno partecipato attivamente al IV Convegno Nazionale di STS Italia, coordinando una sessione tematica su “Internet e nuovi paradigmi produttivi”, stimolando alla partecipazione anche i <a href="http://www.ahref.eu/it/events/a-cura-di-ahref/ahref-young-researchers">giovani ricercatori</a> e le giovani ricercatrici che collaborano o hanno collaborato con loro. Inoltre, il coinvolgimento al dibattito accademico sugli STS si è rivolto anche all'ambito internazionale, con la partecipazione di Maurizio come coordinatore di sessione al meeting congiunto tra <a href="http://easst.net/">EASST</a> (European Association for the Study of Science and Technology) e 4S (<a>Society for the Social Studies of Science</a>).</p>]]></content:encoded>
    <dc:publisher>No publisher</dc:publisher>
    <dc:creator>Piergiovanni Mometto</dc:creator>
    <dc:rights></dc:rights>
    <dc:date>2013-01-14T09:21:32Z</dc:date>
    <dc:type>Notizia</dc:type>
  </item>


  <item rdf:about="http://weblog.ahref.eu/berlusconi-a-servizio-publico.-il-fact-checking-di-ahref-con-il-fatto-quotidiano">
    <title>Berlusconi a Servizio Pubblico. Il Fact checking di &lt;ahref con il Fatto Quotidiano. </title>
    <link>http://weblog.ahref.eu/berlusconi-a-servizio-publico.-il-fact-checking-di-ahref-con-il-fatto-quotidiano</link>
    <description></description>
    <content:encoded xmlns:content="http://purl.org/rss/1.0/modules/content/"><![CDATA[<p>Dopo il primo esperimento con le primarie del centro sinistra, II Fatto  Quotidiano on line ha scelto di nuovo la nostra piattaforma <a href="http://factchecking.it" target="_blank">factchecking.it</a> per chiedere ai suoi lettori di seguire la puntata di Servizio Pubblico  in onda questa sera su La7 alle 21 dedicata a Silvio Berlusconi e  verificarne le affermazioni. Abbiamo preparato su <a href="http://factchecking.it" target="_blank">factchecking.it</a> una <b><a href="https://factchecking.civiclinks.it/it/fact/?tag=miconsenta" target="_blank">pagina dedicata</a> </b>che raccoglierà tutte le notizie e le verifiche con il tag <b>miconsenta</b>.</p>
<p>Il Fatto Quotidiano pubblicherà live le notizie create sulla nostra  piattaforma e darà conto dei risultati del fact checking riprendendo sul  suo sito le verifiche più interessanti, citandone gli autori.</p>
<p>Leggi l'articolo su <a class="external-link" href="http://www.ilfattoquotidiano.it/2013/01/10/balle-elettorali-2013-bufale-dei-politici-cominciando-da-berlusconi/466492/">Il Fatto Quotidiano</a> che presenta l'iniziativa.</p>
<p><a class="external-link" href="https://factchecking.civiclinks.it/it/">Partecipa!</a></p>]]></content:encoded>
    <dc:publisher>No publisher</dc:publisher>
    <dc:creator>Piergiovanni Mometto</dc:creator>
    <dc:rights></dc:rights>
    <dc:date>2013-01-10T17:10:00Z</dc:date>
    <dc:type>Notizia</dc:type>
  </item>


  <item rdf:about="http://weblog.ahref.eu/startup-educational-week-di-londra-il-diario-delle-otto-giornate">
    <title>Startup Educational Week di Londra: il diario delle otto giornate</title>
    <link>http://weblog.ahref.eu/startup-educational-week-di-londra-il-diario-delle-otto-giornate</link>
    <description>Dal 10 al 17 Novembre 2012 &lt;ahref ha portato a Londra aspiranti imprenditori e startupper italiani che vogliono capire come muovere i primi passi per trasformare le proprie idee in imprese globali.  Assieme a loro, per un intenso percorso formativo della durata di 8 giorni, anche professionisti e dirigenti di istituzioni pubbliche e private che operano nel settore della promozione d'impresa.  In questo post pubblichiamo un primo diario di bordo delle attività svolte.</description>
    <content:encoded xmlns:content="http://purl.org/rss/1.0/modules/content/"><![CDATA[<p><span><img class="image-inline" src="resolveuid/fadf2780-e934-495b-9bec-9021a1dd694c/@@images/image/preview" style="float: left; " />Di fronte ai tentativi di ridimensionare ed ostacolare la filosofia del web aperto, “we win by creating a movement (vinceremo creando un movimento )”. Cosi Joi Ito si è rivolto ai partecipanti del Mozilla Festival 2012, evento che, visti i numeri, potrebbe davvero definirsi un movimento. Erano più di 1000, infatti, i mozilliani che la scorsa settimana si sono dati appuntamento al Ravensbourne College per l</span><span><img class="image-inline" src="resolveuid/1247338f-7877-4ae3-b7e6-fecb838b9060/@@images/image/preview" style="float: right; " /></span><span>’edizione del 2012 all’insegna dei webmaker.</span><br /><span> </span><br /><span>Tra loro sviluppatori, designer, educatori, studenti, professionisti del web e dei media, e anche fondazione &lt;ahref con i partecipanti alla prima edizione dell’educational week londinese all’insegna del web e del mondo delle startup.</span><br /><span> </span><br /><span>La necessità di sviluppare una nuova generazione di maker del web è stato il filo conduttore delle due giornate piene di entusiasmo ed energie che hanno ruotato attorno ad alcune parole chiave:</span><br /><span> </span><br /><span><b>Apprendere</b></span><br /><span>Sta nascendo una generazioni di ragazzi e ragazze interessati sempre di più  a conoscere i linguaggi informatici; anche le famiglie stanno iniziando a capire che non si tratta di un gioco, ma di competenze che potrebbero risultare preziose per il futuro dei loro figli. </span><br /><span>Lo dimostra l’interesse che hanno riscontrato i laboratori realizzati da </span><span>Mitch Resnick e dal suo team del Media Lab del MIT i</span><span>n tema di tecnologia creativa per le famiglie, e da </span><a href="http://coderdojo.com/" target="_blank"><span>CoderDojo</span></a><span>, un movimento di formazione già attivo in molti paesi (con alcune esperienze anche in Italia) che si rivolge a bambini e ragazzi di età compresa fra i 4 e i 18 anni e li avvicina a questo mondo attraverso la scrittura di giochi o pagine Web. </span><br /><span> </span><br /><span><b><img class="image-inline" src="resolveuid/fac1c885-ca8a-4fa2-9539-7d6258675c54/@@images/image/preview" style="float: left; " />Gamificare</b></span><br /><span>Gamification </span><span>è stata la seconda parola d’ordine.</span><span> </span><br /><span>Proprio in occasione del festival Mozilla è stato lanciato il progetto </span><a href="http://mozillafestival.org/schedule/sessions/601-make-a-webmaker-badge/" target="_blank"><span>Webmaker Badge</span></a><span>, lo strumento pensato per incentivare l’apprendimento di competenze digitali attraverso percorsi di insegnamento divertenti e accattivanti. </span><br /><span> </span><br /><span> </span><br /><b><span>Web Literacies</span><br /></b><span>Altro progetto interessante sviluppato in parallelo è </span><a href="https://wiki.mozilla.org/Learning/WebLiteraciesWhitePaper" target="_blank"><span>Web Literacies White Paper</span></a><span> di </span><a href="https://twitter.com/dajbelshaw" target="_blank"><span>Doug Belshaw</span></a><span>, che elenca in modalità wiki i livelli di abilità e le competenze necessarie per diventare webmaker. Degno di nota è’ anche </span><a href="https://thimble.webmaker.org/en-US/" target="_blank"><span>Thimble</span></a><span>, la nuova piattaforma mediante la quale ci si può mettere alla prova modificando siti Internet o progettandone di nuovi.</span><br /><span> </span><br /><span><b>Web filmmaking</b> </span><br /><span>Lanciato lo scorso anno, </span><a href="https://popcorn.webmaker.org/" target="_blank"><span>Popcorn Maker</span></a><span>, e’ l’altra novità di rilievo che offre ai videomaker in erba (e non solo) la possibilità di creare video come fossero dei mosaici digitali, dove ogni pezzo (video, testo, audio, link, tweet) e’ collegabile con altri e si puo’ pescare liberamente da una scatola grande come la Rete.</span><br /><span> </span><br /><span><b>Open news</b></span><br /><span>Non poteva mancare il nuovo giornalismo. Dopo aver ospitato la nascita del </span><span>Data Journalism Handbook ( OKF e EJC), quest’anno sono stati presentati i nuovi selezionati per il progetto </span><a href="http://mozillaopennews.org/fellowships/" target="_blank"><span>OpenNews</span></a><span>: </span><a href="http://www.mozillaopennews.org/fellowships/2013meet.html" target="_blank"><span>otto</span></a><span> sviluppatori ed esperti di tecnologia lavoreranno per un anno con New York Times, the BBC, the Guardian, Zeit Online, Spiegel Online, the Boston Globe, ProPublica, and La Nacion a progetti redazionali di data e open journalism.</span><br /><span> </span><br /><span> </span><br /><span><b><img class="image-inline" src="resolveuid/35e9e243-5690-4765-b4c7-abfb98fd2c1d/@@images/image/preview" style="float: right; " />EU GA Buffet</b></span><br /><span>Conclusi i due giorni del festival, l’education week di &lt;ahref si è immersa nella settimana di formazione a General Assembly, la startup educativa nata negli Stati Uniti e da poco sbarcata in Europa. L’energia del festival si respirava anche durante le 5 giornate di formazione che ci hanno permesso di capire i fondamentali per far nascere e crescere un'impresa all’interno di un mercato globale e dinamico: dai nuovi modelli di business alla user acquisition e strategie di marketing, dall’user experience al design. </span></p>
<p><span>Molti i relatori che si sono susseguiti con storie e consigli molto preziosi per chi sta iniziando a capire come realizzare le proprie idee. Ne nominiamo solo alcuni: </span><a href="http://www.ideo.com/people/tom-hulme" target="_blank"><span>Tom Hulme</span></a><span> (IDEO), </span><a href="http://www.techcrunch-italy.com/speaker/shakil-khan/" target="_blank"><span>Shakil Kahn</span></a><span> (Path), </span><a href="http://uk.linkedin.com/in/devinhunt" target="_blank"><span>Devin Hunt</span></a><span> (Lyst), </span><a href="http://www.linkedin.com/in/christopherlukezic" target="_blank"><span>Christopher Lukezic</span></a><span> (Airbnb) e </span><a href="http://thenextweb.com/author/jamillahknowles" target="_blank"><span>Jamillah Knight</span></a><span> (The Next Web).</span></p>
<p><iframe frameborder="0" height="315" src="http://www.youtube.com/embed/R6s_3gjQxeA" width="560"></iframe></p>
<p><span><br /></span></p>
<p><span> </span></p>
<p dir="ltr"><span><b><img class="image-inline" src="resolveuid/0418d092-ac1c-4f1b-bbe1-7617e547c041/@@images/image/preview" style="float: left; " />SVC2UK</b></span></p>
<p dir="ltr" style="text-align: justify; "><span>L’ultima tappa dell’esperienza londinese ci ha portato a Cambridge per l’evento Silicon Valley comes to the UK lanciato nel 2006 da Sherry Coutu e Reid Hoffman (LinkedIn) e Ellen Levy, che ogni anno porta nella cittadina universitaria una settimana di incontri fra professionisti, imprese e pubblico. CEOs di imprese della Silicon Valley visitano Londra, Cambridge e Oxford per </span><a href="http://www.svc2uk.com/programme/" target="_blank"><span>un tour di lezioni, incontri</span></a><span> e una </span><span>job fair</span><span> finale.</span></p>
<p dir="ltr" style="text-align: justify; "><span>Interessante notare come, nonostante la crescita della Silicon Roundabout londinese, Cambridge continua a mantenere il </span><a href="http://www.camclustermap.com/" target="_blank"><span>primato</span></a><span> di cluster tecnologico-digitale in Gran Bretagna e risulta tra i primi al mondo.</span></p>
<p><span> </span></p>
<p dir="ltr" style="text-align: justify; "><span>Bilancio più che positivo, quindi, da parte dei partecipanti per un’iniziativa che, vista la lista di persone interessate, sarà riproposta già a partire dai prossimi mesi! </span></p>
<p> </p>
<p><a class="mail-link" href="mailto:andrea@href.eu">Andrea Menapace</a></p>]]></content:encoded>
    <dc:publisher>No publisher</dc:publisher>
    <dc:creator>Piergiovanni Mometto</dc:creator>
    <dc:rights></dc:rights>
    
      <dc:subject>Startup Educational Week</dc:subject>
    
    <dc:date>2012-11-28T09:55:00Z</dc:date>
    <dc:type>Notizia</dc:type>
  </item>


  <item rdf:about="http://weblog.ahref.eu/bersani-vs-renzi-il-fact-checking-con-il-fatto-quotidiano.-partecipate">
    <title>BERSANI vs RENZI: IL FACT CHECKING CON IL FATTO QUOTIDIANO. PARTECIPATE!</title>
    <link>http://weblog.ahref.eu/bersani-vs-renzi-il-fact-checking-con-il-fatto-quotidiano.-partecipate</link>
    <description></description>
    <content:encoded xmlns:content="http://purl.org/rss/1.0/modules/content/"><![CDATA[<p style="text-align: left; "><img class="image-inline" src="resolveuid/a81830e5-aa64-4d38-b412-74686c82fb10" />II <a class="external-link" href="http://www.ilfattoquotidiano.it/2012/11/28/primarie-sfida-tv-tra-bersani-e-renzi-factchecking-dei-lettori-con-ilfatto-it/429017/">Fatto Quotidiano on line</a> chiede ai suoi lettori di seguire il dibattito tra Renzi e Bersani (mercoledì 28 novembre ore 21, Rai 1) e verificare le affermazione dei due politici sulla piattaforma <a class="external-link" href="https://factchecking.civiclinks.it/it/">factchecking.it</a>. Su <a class="external-link" href="https://factchecking.civiclinks.it/it/">factchecking.it</a> una pagina raccoglierà tutte le notizie con il tag <b>fcprimarie</b>.</p>
<p>Partecipate e segnalate in diretta le affermazioni dei due candidati alla presidenza del consiglio per lo schieramento di centro-sinistra che vi sembrano dubbie o scorrette e collaborate alla successiva verifica  delle notizie. Il Fatto Quotidiano darà conto dei risultati del fact checking e riprenderà sul suo sito le verifiche più interessanti citandone gli autori.</p>
<p> </p>
<div id="_mcePaste"></div>
<div id="_mcePaste">Ecco gli account per seguire il Fact Checking del dibattito fra Bersani e Renzi sui social network;</div>
<div id="_mcePaste"><a class="external-link" href="http://www.facebook.com/ilFattoQuotidiano">http://www.facebook.com/ilFattoQuotidiano</a></div>
<div id="_mcePaste"><a class="external-link" href="https://twitter.com/fattoquotidiano">https://twitter.com/fattoquotidiano</a></div>
<div id="_mcePaste"><a class="external-link" href="http://www.facebook.com/FactChecking">http://www.facebook.com/FactChecking</a></div>
<div id="_mcePaste"><a class="external-link" href="https://twitter.com/Fact_checking">https://twitter.com/Fact_checking</a></div>
<div id="_mcePaste"></div>
<div id="_mcePaste"></div>
<div>e un <a class="external-link" href="https://factchecking.civiclinks.it/it/fact/288/le-imprese-italiane-sono-le-piu-tassate-deuropa/">esempio di fact checking</a> tratto da factchecking.it.</div>
<div id="_mcePaste"></div>]]></content:encoded>
    <dc:publisher>No publisher</dc:publisher>
    <dc:creator>Piergiovanni Mometto</dc:creator>
    <dc:rights></dc:rights>
    <dc:date>2012-11-27T15:50:00Z</dc:date>
    <dc:type>Notizia</dc:type>
  </item>


  <item rdf:about="http://weblog.ahref.eu/work-in-progress-2013-progetto-media-civici-con-il-sud">
    <title>Work in progress – progetto Media Civici con il Sud</title>
    <link>http://weblog.ahref.eu/work-in-progress-2013-progetto-media-civici-con-il-sud</link>
    <description></description>
    <content:encoded xmlns:content="http://purl.org/rss/1.0/modules/content/"><![CDATA[<p>Il progetto Media Civici con il Sud è un'iniziativa promossa dalla &lt;ahref e supportata dalla <a href="http://www.fondazioneconilsud.it/">Fondazione Con il Sud</a> che ha preso avvio nell'aprile 2012 e proseguirà fino alla primavera del 2013. L'obiettivo è formare in presenza e in seguito tutorare a distanza gruppi preesistenti di attiviste/i nei territori di Messina, Napoli e Bari, fornendo loro nuovi strumenti orientati al giornalismo partecipativo, nel caso di Messina e Bari, e legati al design dell'informazione, nel caso di Napoli. <span> </span></p>
<p><span> </span></p>
<p><b>I gruppi coinvolti e i percorsi formativi (di 24 ore complessive) erogati in settembre</b><span> </span></p>
<p>A <b>Napoli</b> il gruppo affiancato da &lt;ahref è composto da 10 persone, volontari dell'Associazione <a href="http://www.associazionequartierispagnoli.it/associazione_quartieri_spagnoli/home.html">Quartieri Spagnoli</a> (Onlus dedicata alla lotta contro l'abbandono scolastico che sostiene proposte innovative per il recupero dei percorsi formativi) e giornalisti di Napoli <a href="http://www.napolimonitor.it/">Monitor</a> (bellissima rivista di cronaca, disegni e reportage che nel suo stile visivo, moderno e appassionato racconta già da sei anni le storie del <a href="http://www.napolimonitor.it/tag/quartieri-spagnoli">quartiere</a> e della città). &lt;ahref ha proposto loro un corso dedicato all'approfondimento delle tecniche di design dell'informazione. A seguito di una parte introduttiva sui medi civici, le comunità on line, la produzione di informazione da parte dei cittadini e la condivisione in rete, si è passati a un modulo di analisi dei dati e alla network analysis nell'ambito dei social network e del web. L'ultima parte, più pratica, ha spinto i partecipanti a declinare quanto appreso in progetti di interfacce, strumenti e tecnologie utili nell'informazione online. Il gruppo, in collaborazione con i ricercatori della Fondazione &lt;ahref, ha elaborato una proposta progettuale da sottoporre al <a href="http://attiministeriali.miur.it/anno-2012/luglio/dd-05072012.aspx">bando</a> Miur SMART CITIES AND COMMUNITIES AND SOCIAL INNOVATION che scade a inizio dicembre: incrociamo le dita!</p>
<p>A <b>Messina</b> e a <b>Bari</b> il corso di formazione è stato centrato sulla produzione di contenuti per il web. Gli incontri si sono tenuti sempre nel mese di settembre e hanno visto protagonisti rispettivamente i giovani giornalisti di <a href="http://www.radiostreetmessina.it/">RadioStreet Messina 103.3 fm</a>, insieme ai volontari della <a href="http://www.fdcmessina.org/">Fondazione di Comunità di Messina</a>, e i giornalisti/educatori/attivisti di Radio Kreattiva (web radio antimafia gestita da diversi anni dagli studenti delle scuole baresi e dalla redazione dell'<a href="http://www.radiokreattiva.net/">Associazione Kreattiva</a>, in prima linea per contrastare le mafie, sensibilizzare alla legalità e promuovere la partecipazione del quartiere alle attività culturali utilizzando forme di comunicazione creative e innovative. Radio Kreattiva è un progetto che prende il via nel 2005  in collaborazione con il Comune di Bari e dal 2011 partecipa al <a href="http://www.sanpaolosocialnetwork.it/">San Paolo Social Network</a>). I seminari hanno focalizzato le possibilità offerte dal web nell'ambito dei contenuti giornalistici. Si è partiti da un'introduzione sui media civici, sulla produzione di informazione da parte dei cittadini e le piattaforme di narrazione multimediale, spiegando le potenzialità del giornalismo partecipativo e il suo costruttivo ruolo sociale. In seguito abbiamo approfondito le tecniche per la produzione di contenuti online grazie a mezzi leggeri di ripresa video e audio e a costruzioni narrative ad hoc. Infine abbiamo dedicato la parte finale del corso all'esercitazione pratica per la progettazione e la realizzazione di un progetto di intervista o di mini inchiesta. Questi i primi video prodotti:</p>
<p><b>"treenagers" (RadioStreetMessina)</b></p>
<p><iframe frameborder="0" height="315" src="http://www.youtube.com/embed/EEOihfFEMNg" width="560"></iframe></p>
<p> </p>
<p><b>Media Civici Con il Sud (San Paolo Social Network e Associazione Kreattiva)</b></p>
<p> </p>
<p><iframe frameborder="0" height="315" src="http://www.youtube.com/embed/BWaV9XM8cmg" width="560"></iframe></p>
<p><a href="http://bit.ly/XVauBd"></a></p>
<p><b>Le testimonianze dirette</b></p>
<p>Lo scorso 29 settembre, nell'ambito di <i>A Torino Con il Sud</i>, un rappresentante per ciascuno dei tre gruppi è intervenuto all'incontro "Comunicare per cambiare: mappe percorsi ed esperienze". Le testimonianze di Riccardo, Stefania e Lucia sono disponibili sul canale youtube della Fondazione Con il Sud</p>
<p> </p>
<p><iframe frameborder="0" height="315" src="http://www.youtube.com/embed/QAFeWfplJ5k" width="560"></iframe></p>
<p> </p>
<p>Ad animare la discussione sono intervenuti <a href="http://www.dipartimentodistoria.uniroma2.it/personale/Volterrani.html">Andrea Volterrani</a> (Sociologo dei processi culturali e comunicativi, Università di Roma Tor Vergata), <a href="http://www.comunicazione.uniroma1.it/docenti/Gaia-Peruzzi">Gaia Peruzzi</a> (Università degli Studi di Roma, Facoltà di scienze della Comunicazione), <a href="http://blog.debiase.com/">Luca De Biase</a> (Fondazione &lt;ahref) e <a href="http://www.youtube.com/watch?v=DAx_8UibQM8">Alberto Salza</a> (scrittore/ricercatore freelance su tematiche antropologiche).</p>
<p><b>“Lavori in corso”</b></p>
<p>Su <a href="http://www.timu.it/">www.timu.it</a> potete seguire e commentare le storie promosse dai ragazzi di Messina e di Bari:</p>
<p>- <i><a href="http://bit.ly/Wg8iiA">Alla scoperta di Messina...</a></i></p>
<p>- <i><a href="http://bit.ly/S968l4">Molto piacere...sono San Paolo, Il Quartiere</a></i></p>
<p> </p>
<p><b>To be continued...</b></p>
<p>Il percorso inaugurato lascia ben sperare perché i gruppi stanno cominciando a raccontarsi e a condividere le proprie esperienze: la pratica dei civic media sviluppati dalla Fondazione &lt;ahref mira proprio facilitare ogni forma di comunicazione che rafforzi i legami sociali all'interno della Comunità o crei un forte senso di impegno civico tra i suoi abitanti!</p>
<p><a class="mail-link" href="mailto:giancarlo@ahref.eu"><i>Giancarlo Sciascia</i></a></p>]]></content:encoded>
    <dc:publisher>No publisher</dc:publisher>
    <dc:creator>Piergiovanni Mometto</dc:creator>
    <dc:rights></dc:rights>
    
      <dc:subject>Cittadinanza attiva</dc:subject>
    
    
      <dc:subject>Legalità</dc:subject>
    
    
      <dc:subject>Civic media</dc:subject>
    
    <dc:date>2012-11-23T14:45:00Z</dc:date>
    <dc:type>Notizia</dc:type>
  </item>


  <item rdf:about="http://weblog.ahref.eu/societing-ed-i-tratti-distintivi-dellinnovazione-sociale">
    <title>Societing ed i tratti distintivi dell'Innovazione Sociale</title>
    <link>http://weblog.ahref.eu/societing-ed-i-tratti-distintivi-dellinnovazione-sociale</link>
    <description>Riprendiamo per gentile concessione dell'autore questa riflessione di Alex Giordano sui tratti distintivi dell'impresa sociale pubblicato sul blog: ideaTRE60.</description>
    <content:encoded xmlns:content="http://purl.org/rss/1.0/modules/content/"><![CDATA[<p><b>Quali sono quelle caratteristiche proprie dell'innovazione sociale che la distinguono dall'innovazione che agisce negli altri settori? </b><br />La definizione che abbiamo dato nel <a class="external-link" href="http://www.ideatre60.it/condividi/la-voce-degli-esperti/autore/41/post/innovazione-sociale-e-societing-il-potere-delle-reti">precedente articolo</a> poneva l'accento sul fatto che l'innovazione sociale presenta delle proprie caratteristiche distintive sia nei suoi risultati sia nelle sue relazioni, nelle nuove forme di cooperazione e collaborazione che essa produce. Da ciò risulta che i processi, le metriche, i modelli, i metodi usati per l'innovazione in campo commerciale o tecnologico, per esempio, non sono sempre direttamente applicabili all'economia sociale.<br /><br /><b>La misurazione del successo</b><br />Misurare il successo nell'economia sociale è particolarmente problematico. Nel mercato le semplici unità di misura sono le quote di mercato, o il profitto e così via. In campo sociale le misurazioni del successo possono essere contestate così quanto i mezzi impiegati per ottenerle. È un bene o un male ridurre drasticamente l'uso che facciamo dell'auto? È un bene o un male sostituire la cura professionale col volontariato? Le risposte a domande di questo tenore non sono mai immediate e sono esse stesse oggetto di indagine e di valutazione. Negli ultimi tempi c'è stato un grande fermento e grande innovazione attorno alla metrica usata: da strumenti per valutare l'impatto di particolari progetti o programmi fino a meta-analisi e valutazioni di processi di cambiamento sociale molto più vasti.<i> </i></p>
<p><i>Ma ci piacerebbe discutere qui qualche vostro feeback su qualei parametri siano da mettere in campo per parlare di Misurazione dell’Impatto della Social Innovation. Attendiamo i vostri feedback ;)<br /></i><br /><b>Forme di organizzazione</b><br />Abbiamo mostrato che molte innovazioni prendono forma all'interno delle organizzazioni – agenzie pubbliche, imprese sociali, associazioni di beneficenza, aziende. Ma le opportunità più interessanti per i giovani imprenditori sociali credo siano volte a trovare un modo per sfuggire alle costrizioni delle organizzazioni per rendere la stessa innovazione aperta e sociale: diffondendo idee e abbracciando le risposte di chiunque, coinvolgendo users di ogni livello siano essi esperti, burocrati o professionisti, progettando piattaforme per radunare più facilmente squadre di lavoro o organizzazioni virtuali.<br /><br /><i>Voi futuri imprenditori sociali che tipo di forma organizzativa v’immaginate?<br />Siete consapevoli che le forme di organizzazione sono importanti per ogni tipo di innovazione, ma in particolare per quelle che sono di natura effettivamente sistemica? Questo richiede più che un nuovo servizio o modello: si crea infatti un cambiamento nelle relazioni di potere e un cambiamento nel modo di vedere e di pensare delle persone comuni. Siete in grado di sostenere questo cambiamento?</i><br /><br /><b>Coalizioni e network</b><br />Coalizioni e network si mostrano sempre di più come lo snodo per fare di un cambiamento un cambiamento di successo. Mentre nel business l'azienda è il fattore principale per l'innovazione, in campo sociale il rinnovamento necessita molto spesso un network più vasto, magari che unisca figure come commissari nel settore pubblico, fornitori delle pubbliche imprese, avvocati che operano nei movimenti sociali, imprenditori e così via. Questa è una delle ragioni per cui trasferire direttamente modelli di business al campo sociale è altamente fuorviante. Per esempio, intestardirsi nel privatizzare le idee, o di proteggerle con il copyright, conduce ad uno stallo dell'innovazione piuttosto che incoraggiarla. Ciò non significa che anche le strutture pubbliche possano essere ugualmente dannose se provano a rinchiudere un’idea nelle logiche professionali e di dipartimento.<br /><br />Nessuno conosce cosa emergerà da tutti i tentativi che accompagnano la nascita di questa nuova economia. Ma siamo certi che questi processi, queste sperimentazioni, questi nuovi apprendimenti, attireranno ancor più l'interesse per come l'innovazione possa essere meglio supportata e coordinata al fine di velocizzare i processi di creazione di nuovi modelli e l'adozione di nuove e migliori soluzioni.<i></i></p>
<p><i> È il tempo per mettervi in gioco e sperimentare? Siete pronti? Avete qualche idea da condividere su questo fronte? Al contrario, sappiatelo, non ci sono alternative su cui cullarsi ;)</i><br /><br /><b>Metodi</b><br />L'innovazione non è solo una questione di fortuna, di scoperte fulminee o di alchimia, e nemmeno è cosa che appartiene esclusivamente alle menti più brillanti.Purtroppo oggi una certa pressione sul concetto di StartUP può far passare un modello errato dove sono solo i <i><b>novelli Steve Jobs </b></i>ad avere un futuro. Nulla di più sbagliato: L'innovazione può anche essere gestita, supportata e coltivata. E ogni persona, se lo vuole, può far parte di questo processo.<br /><br />L'innovazione sociale rappresenta sia un campo relativamente aperto che un processo relativamente aperto. Certamente i governi che hanno a disposizione grandi budget e il potere di fare le leggi possono raggiungere più facilmente cambiamenti su vasta scala, ma anche le piccole comunità possono supportare cambiamenti importanti mettendo a sistema l’innovazione dal basso e valorizzando le reti di relazione tra i cittadini. Ma il cambiamento sociale non si svolge solamente dall'alto verso il basso, né tanto meno viceversa. È un processo che per essere impollinato richiede, infatti, un'alleanza tra il basso e l'alto e tra le api (gli individui creativi con idee ed energie) e gli alberi (le grandi istituzioni con il potere e i soldi per far sì che le cose accadano realmente).<br />Ultimamente il governo italiano sembra aver fatto un passo in avanti con il lavoro svolto dalla TaskForce sulle StartUp (<a class="external-link" href="http://www.governo.it/governoinforma/dossier/restart_italia/Restart-italia_versione_completa_ITA.pdf">scaricabile qui</a>) ed il relativo decreto sviluppo (<a class="external-link" href="http://www.altalex.com/index.php?idnot=18588">scaricabile da qui</a>) .<br /><i>Voi che ne pensate? Come api cosa possiamo fare? E , sopratutto, che spazio possono avere i <b>non </b>"<b>novelli Steve Jobs"</b>?</i><br /><br /><br />Ad Maiora<br /><br /><a class="external-link" href="https://twitter.com/mantralex">@mantralex</a></p>
<p>Vai al <a class="external-link" href="http://www.ideatre60.it/condividi/la-voce-degli-esperti/autore/41/post/societing-ed-i-tratti-distintivi-dellinnovazione-sociale">testo originale</a>.</p>]]></content:encoded>
    <dc:publisher>No publisher</dc:publisher>
    <dc:creator>Piergiovanni Mometto</dc:creator>
    <dc:rights></dc:rights>
    <dc:date>2012-11-22T11:17:57Z</dc:date>
    <dc:type>Notizia</dc:type>
  </item>


  <item rdf:about="http://weblog.ahref.eu/memoria-digitale-e-ricerca-storica-esperienze-e-prospettive">
    <title>Memoria digitale e ricerca storica: esperienze e prospettive</title>
    <link>http://weblog.ahref.eu/memoria-digitale-e-ricerca-storica-esperienze-e-prospettive</link>
    <description></description>
    <content:encoded xmlns:content="http://purl.org/rss/1.0/modules/content/"><![CDATA[<p align="JUSTIFY"><b>La Storia è anche memoria. Ed oggi la memoria è, inequivocabilmente, digitale.</b></p>
<p align="JUSTIFY"><b>Ma qual è il rapporto che viene a crearsi tra le forme che la memoria sa assumere e le nuove tecnologie?  Come si presenta la Storia ai tempi di Internet?</b></p>
<p align="JUSTIFY">Per trovare risposte, o porre nuove domande, Trentino Italia Storie Pop, il progetto promosso dalla Fondazione Museo storico del Trentino e sostenuto dalla Fondazione CARITRO, presenta “<b><a class="external-link" href="http://www.ahref.eu/it/events/a-cura-di-ahref/memoria-digitale-e-ricerca-storica-esperienze-e-prospettive"><i>Memoria digitale e ricerca storica: esperienze e prospettive</i></a></b>” una tavola rotonda che si propone quale momento di spunto e dialogo, per comprendere il ruolo assunto nel tempo dalle tecnologie digitali, e di come esse siano divenute lo strumento fondamentale per chi si occupa di studi storici. E se il fine dell’intero progetto è quello di pensare alla Storia in modo pop(olare), ecco un’occasione per rendere familiare anche al grande pubblico il ruolo di questi nuovi strumenti, necessari tanto a conservare quanto a costruire una memoria comunitaria, a disposizione anche della collettività.</p>
<p align="JUSTIFY">A moderare l’incontro sarà <b>Maurizio Teli</b>, sociologo e ricercatore presso la Fondazione &lt;ahref,  che porterà il suo sguardo al ruolo della memoria digitale nella costruzione della convivenza sociale. A dialogare sul tema sono stati invitati <b>Giulio De Petra</b>, promotore e fautore di <i>Sardegna Digital Library</i>, il progetto digitale della Regione Autonoma della Sardegna, nonché l'archivio digitale e multimediale più importante, a livello nazionale, che raccoglie materiali destinati a legare cultura e territorio, <b>Serge Noiret</b>, storico affermato, già coordinatore del WWW Virtual Library History Central Catalogue, che da tempo si dedica alla relazione tra tecnologie digitali e ricerca storica, e <b>Michael Rech</b>, Presidente della Magnifica Comunità degli Altipiani cimbri, con un intervento su memoria digitale e località.</p>
<p align="JUSTIFY"><b>L’appuntamento è per giovedì 15 novembre alle 14.30 presso lo spazio di History lab della Fondazione Museo storico del Trentino in via Tommaso Gar, a Trento.</b></p>
<p align="JUSTIFY">Per tutte le informazioni riguardanti il progetto Trentino Italia Storie Pop si rimanda al sito <a href="http://www.tritastorie.it"><span>www.tritastorie.it</span></a> oppure al sito della Fondazione Museo storico del Trentino <a href="http://www.museostorico.tn.it"><span>www.museostorico.tn.it</span></a></p>
<p align="JUSTIFY">Emanuela Macrì</p>]]></content:encoded>
    <dc:publisher>No publisher</dc:publisher>
    <dc:creator>Piergiovanni Mometto</dc:creator>
    <dc:rights></dc:rights>
    <dc:date>2012-11-13T08:15:00Z</dc:date>
    <dc:type>Notizia</dc:type>
  </item>


  <item rdf:about="http://weblog.ahref.eu/principi-generali-di-internet">
    <title>Principi generali di Internet</title>
    <link>http://weblog.ahref.eu/principi-generali-di-internet</link>
    <description>Il contributo di fondazione &lt;ahref al documento presentato dal Governo Italiano all'Internet Governance Forum di Baku.</description>
    <content:encoded xmlns:content="http://purl.org/rss/1.0/modules/content/"><![CDATA[<p>Lunedi 29 ottobre dalle ore 16 alle ore 18 presso la sede di Fondazione &lt;ahref a Trento, Vicolo Dallapiccola 12 si è svolto un incontro aperto a tutti gli interessati per contribuire alla consultazione pubblica aperta dal Ministero Istruzione Università Ricerca sui principi fondamentali di Internet: dagli elementi di criticità dell'attuale normativa alle possibili soluzioni e proposte.</p>
<p>I risultati della discussione hanno permesso di tracciare delle segnalazioni che Fondazione &lt;ahref ha consegnato al MIUR nell'ambito della consultazione citata al fine di definire e preparare la posizione italiana in vista del settimo incontro dell’Internet Governance Forum, che si tiene a Baku, Azerbaijan, dal 6 al 9 novembre 2012 (IGF 2012).  <br /><br />All'incontro hanno partecipato una dozzina di persone moderate dal prof. Vincenzo D'Andrea (UNITN). Ha partecipato inoltre Stefania Milan, che fa parte del nucleo di consulenti che affianca direttamente il Ministro della Pubblica Istruzione Francesco Profumo sui temi legati più in generale all'agenda digitale.</p>
<p>Di seguito proponiamo una breve sintesi della discussione. Il testo è stato elaborato da Vincenzo D'Andrea e riporta sia le posizioni comuni emerse durante il dibattito sia le pozizioni di maggiore rilievo tra quelle espresse individualmente dai partecipanti. <br /><br />Un punto importante, condiviso, su cui si basa la consultazione è la necessità di partire dalle pratiche dei cittadini che sono quindi gli esperti del proprio fare. Anche nell'incontro promosso da &lt;ahref si è cercato di assumere questa prospettiva, di chiedersi in altre parole quali fossero gli aspetti del documento più legati alle personali attività consuete dei partecipanti nella/con/per la rete.</p>
<p>La sintesi è suddivisa in sei parti (preambolo e sezioni dalla A alla E) che ripercorrono le struttura del documento proposto dal Ministero. Per poter consultare le proposte elaborate  basta accedere al sito della consultazione pubblica sui "<a class="external-link" href="http://discussionepubblica.ideascale.com">Principi  Generali di Internet</a>" e  selezionare in basso a sinistra il <a class="external-link" href="http://discussionepubblica.ideascale.com/a/ideafactory.do?mode=recent&tag=fondazioneahref">tag Fondazione &lt;ahref</a>.<br /><br /><b>Preambolo</b><br />Un punto di interesse forte che è emerso in vari forme nella discussione è quello dell'eliminazione delle “barriere” in tutte le loro forme. Si tratta di un tema trasversale all'attuale versione del documento. Abbiamo infatti discusso di barriere tecnologiche, di accesso (e quindi infrastruttura, disponibilità economica, competenze), di difficoltà nella condivisione dei contenuti, neutralità. Suggeriamo di evidenziare questo tema nella parte introduttiva del documento.<br /><br /><b>Sezione A (Principi generali)</b><br /><i>Internet bene comune</i><br />Il diritto di accesso merita di essere evidenziato tra i principi generali, aggiungendo una frase rafforzativa in questo paragrafo: “Senza diritto di accesso in buona salute è velleitario parlare di open government, smart city e open data, ma anche di un giornalismo trasparente e attendibile.“<br /><br /><i>Neutralità della rete e architettura aperta</i><br />Si sottolinea la necessità di dare rilevanza al fatto che i rischi maggiori da questo punto vista riguardano le connessioni da mobile.<br /><br />Punto da aggiungere<br />Tra i "Principi generali", se ne potrebbe aggiungere uno che, ricollegandosi al tema delle barriere, cerca di definire in modo più ampio possibile il campo di applicazione di tali principi. Testo da aggiungere: “I principi qui esposti si estendono a tutti quei fenomeni che grazie ad Internet hanno luogo. In particolare il Web e le piattaforme che vi regolano l'accesso alle informazioni, devono avere le stesse caratteristiche di trasparenza, neutralità, sicurezza, riservatezza e assenza di censura richieste all'infrastruttura che li ospita.”<br /><br /><b>Sezione B (Cittadinanza in Rete)</b><br /><i>Accesso all'infrastruttura indipendentemente dal luogo di residenza<br /></i>Il primo punti emerso al riguardo è la necessità di menzionare in modo esplicito l'importanza di garantire l'accesso non solo in aree urbane.<br />Il secondo punto che è emerso è l'idea di garantire anche aree "libere da Internet" (sia in senso geografico che dal punto di vista delle attività della vita). Una sorta di barriera protettiva, per evitare che la pervasività della rete venga percepita come un strumento di oppressione (in particolare nel rapporto tra vita privata e professionale). Collegato a questo tema è anche la necessità di garantire il diritto a non aver internet, ovvero non definire attività o servizi indispensabili (in particolare per quanto riguarda il settore della pubblica amministrazione) in cui sia obbligatorio usare la rete.<br /><br /><i>Accesso e riutilizzo dei dati del settore pubblico</i><br />E' stato evidenziata la mancanza di un riferimento all'apertura dei dati come incentivo alla crescita. Inoltre andrebbe sottolineato che i dati sono già dei cittadini perché riguardano la cosa pubblica.<br /><br /><i>Auto-organizzazione e autonomia degli individui in rete</i><br />E' fondamentale dare rilievo al ruolo attivo dei cittadini in rete.<br />Per prima cosa nel titolo è preferibile il termine "persone" invece di “individui”. La seconda sottolineatura "dal basso" non sembra necessaria (ripetizione).<br />Un punto importante è quello dell'anonimato che ci sembra fondamentale poter garantire dove necessario per la protezione delle persone. Quindi, dopo "di partecipazione democratica" aggiungere "anche attraverso contributi da parte di anonimi".<br />Prima di "Internet costituisce..." aggiungere: "in particolare con riferimento alla produzione di informazione civica, è cruciale un ruolo attivo nella verifica sociale e collaborativa delle notizie, condividendo i saperi esperti diffusi nella cittadinanza"  <br /><br /><b>Sezione C (Consumatori e utenti della rete)</b><br />Suggeriamo una revisione del titolo. Dato che nei punti successivi non si tratta il tema dei consumatori, il titolo dovrebbe omettere tale termine.<br /><br /><i>Accesso, archiviazione e cancellazione dei dati personali<br /></i>A proposito di questo tema, nella discussione si è sottolineato che le implicazioni e gli effetti della pubblicazione di materiale in rete sono ancora argomento di ricerca, sia per quanto riguarda gli aspetti temporali, sia per ciò che si potrebbe ricostruire tramite la combinazione di fonti informative diverse, sia per quanto riguarda i limiti del diritto di privacy. In generale è impossibile conoscere le conseguenze di ciò che viene messo online.<br />Un tema trattato è quello in particolare del diritto all'oblio e della possibilità di cancellare i propri dati. Questo tema genera preoccupazione e può limitare anche le forme di partecipazione alla vita sociale in rete e modificare le interazioni offline. Inoltre questo diritto dovrebbe essere messo in relazione al diritto di cronaca da tutelare.<br />Infine, si è sottolineato che la reputazione online dovrebbe essere tutelata anche dopo il termine della vita delle persone interessate.<br /><br /><b>Sezione D (Produzione e circolazione dei contenuti in rete)</b><br /><i>Condivisione dei contenuti e della conoscenza<br /></i>Una richiesta di chiarimento sulla interpretazione della frase "La tutela dei diritti dei creatori di contenuti è coerente con il diritto degli utenti di essere parte attiva ai flussi di conoscenza culturale e scientifica". Non dà l'idea di enunciare un principio.<br /><br />Punto da aggiungere (<i>Accesso alle informazioni</i>)<br />Nella discussione è emersa la necessità di tutelare in modo ampio l'accesso alle informazioni, per contemplare non solo il punto di vista di chi produce e condivide informazioni, ma anche di chi quelle informazioni le cerca. Il testo suggerito per questo punto è: "I fornitori di servizi online, piattaforme e contenuti non proibiscono agli utenti di usare Internet per l'approfondimento condiviso e la creazione di contenuti, né limitano arbitrariamente l'accesso alle informazioni prodotte."<br /><br /><b>Sezione E (Sicurezza in rete)</b><br /><i>Protezione dei soggetti deboli<br /></i>Competenze digitali:<br />Non convince la presenza di questo tema nella sezione sulla sicurezza. Sarebbe opportuno invece rivedere il testo del punto sulle Competenze Digitali (Sezione C) ampliando il tema dell'assenza di discriminazione. L'enfasi andrebbe anche verso il favorire l'acquisizione di competenze in particolar modo a chi ne ha bisogno."</p>
<hr />
<p>Segui i lavori di <a class="external-link" href="http://www.facebook.com/IntGovForum">IFG 2012 su Facebook</a>.</p>]]></content:encoded>
    <dc:publisher>No publisher</dc:publisher>
    <dc:creator>Piergiovanni Mometto</dc:creator>
    <dc:rights></dc:rights>
    
      <dc:subject>Open Data</dc:subject>
    
    
      <dc:subject>Pubblica Amministrazione</dc:subject>
    
    
      <dc:subject>Internet governance</dc:subject>
    
    <dc:date>2012-11-06T08:10:00Z</dc:date>
    <dc:type>Notizia</dc:type>
  </item>


  <item rdf:about="http://weblog.ahref.eu/diritti-e-obblighi-degli-utenti-il-caso-di-huffingtonpost.it">
    <title>Diritti e obblighi degli utenti: il caso  di huffingtonpost.it</title>
    <link>http://weblog.ahref.eu/diritti-e-obblighi-degli-utenti-il-caso-di-huffingtonpost.it</link>
    <description>Fondazione &lt;ahref si propone di valutare il panorama dei diritti e degli obblighi degli internauti che si iscrivano ad alcuni civic e social networks. Quella che segue è dunque la prima di una serie di analisi, che saranno pubblicate nei prossimi mesi, sui termini di servizio di diverse piattaforme Internet. L'obiettivo è quello di paragonarne le condizioni di utilizzo in relazione ad alcune tematiche principali allo scopo di sviluppare, al termine, un'apposita infografica che possa dar conto in maniera semplice ed immediata, soprattutto ai non addetti ai lavori, dei risultati di tale comparazione.</description>
    <content:encoded xmlns:content="http://purl.org/rss/1.0/modules/content/"><![CDATA[<p align="JUSTIFY">Arriva anche in Italia, in collaborazione con il Gruppo Espresso e diretto da Lucia Annunziata, l'<a class="external-link" href="http://www.huffingtonpost.it/?ref=HRBH-1"><strong>Huffington Post</strong>,</a> apprezzato ibrido tra testata giornalistica e aggregatore di blog  statunitense, fondato nel 2005 e diventato in breve tempo uno dei siti  più seguiti al mondo, che si presenta anche in Italia come una sorta di  “meticcio” (così lo definisce la stessa Annunziata) tra giornalismo 2.0 e  la voce dei blogger e più generale quella della Rete.</p>
<p align="JUSTIFY">L'<strong>HuffPo</strong> nella versione italiana è una piattaforma con una <strong>propria redazione interna</strong> composta da 15 giornalisti che aggrega gli scritti di <strong>quasi duecento blogger</strong> di differente posizione politica, professione, estrazione (molti dei  quali esponenti del mondo della politica, della finanza, della cultura)  oltre a tweet, post, like e commenti vari degli <strong>stessi lettori</strong>,  che per poter accedere a tali funzionalità devono (com'è richiesto ormai  da pressoché tutte le testate online) creare un proprio account  accettando sia la <strong>normativa sulla privacy</strong> sia i <strong>termini e le condizioni d'uso</strong>,  veri e propri spauracchi di qualunque utente medio che inevitabilmente  si chiede perché tali clausole sembrino sempre scritte da un prolisso  sadico giurista intento a renderne impossibile la comprensione pressoché  a chiunque non svolga la medesima professione e non abbia qualche ora  del suo tempo da perdere per leggerle integralmente.</p>
<p align="JUSTIFY">Nonostante non vengano quasi mai letti, i termini di  servizio e la normativa sulla privacy sono estremamente importanti: non  solo disciplinano <strong>diritti ed obblighi degli utenti</strong>, toccando  aspetti alquanto delicati, ma rappresentano anche un'importante  strumento di tutela e di esenzione da responsabilità della stessa  piattaforma, che sulla base di essi talvolta può persino essere  condannata. Basti pensare alla <strong>sentenza del 2010 del Tribunale di Milano</strong> che ha condannato tre dirigenti di Google per violazione delle norme  sulla privacy, in relazione ad un filmato che riprendeva un minore  disabile vessato dai compagni in una scuola di Torino, filmato che era  stato pubblicato nel 2006 proprio sul servizio Google Video.</p>
<p align="JUSTIFY"><strong>L'argomento dei termini di servizio è dunque  centrale, e da un certo punto di vista può persino essere considerato  come una sorta di biglietto da visita di una piattaforma online</strong>, una  cartina tornasole che evidenzia non solo come essa si presenti al  pubblico degli internauti, ma anche in quale considerazione tenga i  propri utenti, riconoscendo o negando loro determinate prerogative ed  opzioni sulle loro future attività. Da questo punto di vista, la  disciplina dell'HuffPo italiano <strong>lascia da molti punti di vista a desiderare</strong>;  analizzeremo per ragioni di sintesi solo alcune tematiche preminenti,  premesso che ogni valutazione nasce in parte anche dal confronto con  altre piattaforme equiparabili.</p>
<p align="JUSTIFY">Per poter effettuare la <strong>registrazione</strong> vengono  richiesti un nome utente, un indirizzo e-mail, una password ed una  spunta che vale come lettura ed accettazione sia della normativa sulla  privacy, sia dei termini e delle condizioni di servizio. Cominciamo  allora dalla traboccante <strong>normativa sulla privacy</strong> che, pur non menzionando espressamente il D.Lgs. 196/2003, ne recepisce perlomeno le previsioni inderogabili.</p>
<p align="JUSTIFY">Iniziando la nostra analisi, va innanzitutto va segnalato che <strong>due sono i contitolari</strong> nel trattamento dei dati personali: oltre alla s.r.l. HuffingtonPost Italy <strong>anche America Online Inc.</strong>,  il più grande Internet service provider del mondo, che ha acquistato  l'HuffPo nel 2011, al quale i dati personali degli utenti vengono  trasferiti negli States, ove vengono altresì trattati.</p>
<p align="JUSTIFY">Veniamo dunque alla congerie di <strong>dati degli utenti registrati</strong> che possono in maniera più o meno automatica essere raccolti  dall'Huffington: si va dal numero di cellulare alle informazioni  pubblicate tramite la partecipazione alle discussioni della community,  dalle pagine web visitate prima e dopo aver raggiunto il Sito  dell'HuffPo agli annunci pubblicitari visualizzati, dalla velocità di  connessione ai software installati sul computer degli utenti. Inoltre, <strong>tramite fonti e piattaforme di terzi</strong> (come social network, aziende di marketing e pubblicità contestuali) l'Huffington Post può accedere ad <strong>ulteriori informazioni dell'utente</strong>,  come il suo username nei network sociali, dati demografici quali l'età,  il sesso, gli interessi, i dati di visualizzazione e le varie  iterazioni con gli annunci pubblicitari. Non solo: l'HuffPo si riserva  la facoltà di <strong>combinare le sue informazioni con quelle ottenute da fonti terze</strong>, venendo così a creare un <strong>profilo assai dettagliato dei propri utenti;</strong> dichiara infatti espressamente di aggregare ed analizzare i dati che vengono raccolti.</p>
<p align="JUSTIFY">Si potrebbe a questo punto obiettare che in realtà  anche i social network più diffusi possiedono come minimo altrettanti  nostri dati personali, ma la differenza sta nel fatto che ad essi siamo  noi stessi volontariamente a conferirli, mentre l'Huffington si procura  di default tutti i dati possibili dei suoi utenti. La <strong>finalità primaria dichiarata</strong> per la quale questi dati vengono raccolti è quella di fornire all'utente degli <strong>annunci pubblicitari contestualizzati</strong>,  cioè avvisi promozionali mirati in quanto corrispondenti al nostro  profilo e dunque presumibilmente di nostro interesse. In sostanza,  l'HuffPo si riserva la facoltà di <strong>installare sul computer dell'utente cookies ed altre tecnologie analoghe per scopi di pubblicità comportamentale</strong>,  di monitoraggio nonché per misurare l'efficacia delle sue inserzioni;  con una procedura piuttosto macchinosa, che comporta l'esercizio  dell'opzione su siti terzi, l'utente potrà <strong>negare il proprio consenso</strong>.  Inoltre, il sito potrà fornire informazioni sugli utenti ad altre  aziende, applicazioni o persone per sviluppare contenuti, servizi e  annunci pubblicitari, per marketing, per elaborazione di dati e per  distribuzione di comunicazioni via mail o sms. Dunque la facoltà di  utilizzo dei dati dell'utente è estremamente dilatata, tale da  presentarsi in Italia praticamente come un unicum nel settore delle  testate online.</p>
<p align="JUSTIFY">Nella profilatura delle attività generali  dell'utente, l'Huffington terrà altresì traccia della partecipazione  dell'utente alle discussioni della community, così come della  percentuale dei suoi commenti segnalati che vengano poi cancellati.  Laddove <strong>l'accesso al Sito avvenga tramite terze parti</strong>, come ad  esempio facebook o twitter, l'Huffington Post potrà condividere con tali  parti le informazioni che riguardano l'utente, per ricavarne da essi  altrettante (come la foto del profilo, o dettagli sulla propria rete di  amici), utilizzando dunque i contatti privati dell'iscritto per creare o  suggerire in maniera automatica relazioni o per compilare elenchi di  amici potenziali.</p>
<p align="JUSTIFY">Dal momento che <strong>gli uffici del Sito si trovano in Italia</strong>,  si ricava che la normativa applicabile è quella italiana, comprendente  dunque il D.Lgs. 196/2003 e ss.mm.ii., del quale vengono infatti  recepiti gli aspetti fondamentali nell'art. 7 dell'informativa, che  contempla i diritti dell'utente.</p>
<p align="JUSTIFY">Possiamo da quanto detto evincere che la disciplina della privacy dell'HuffPo risulta <strong>estremamente invasiva</strong> rispetto ad altre piattaforme paragonabili, sia per la quantità di dati  degli utenti raccolti, sia per i vari utilizzi che si riserva di  effettuarne. Viene recepita la normativa italiana nei suoi aspetti  inderogabili, dunque viene formalmente rispettato il c.d. Codice della  Privacy italiano, ma si richiede e si utilizza, per scopi  preminentemente pubblicitari, una notevole quantità di dati personali  dell'utente, dati che vengono poi intrecciati ed impiegati in varia  guisa. <strong>L'utente può opporsi</strong> a buona parte di tali utilizzi, ma le  modalità pratiche per far valere l'opposizione risultano assai  frammentarie e devono essere esercitate anche su siti terzi <strong>in maniera decisamente complicata</strong>.</p>
<p align="JUSTIFY">E' poi da verificarsi come questo complesso apparato  di clausole sulla privacy sia in grado di aderire adeguatamente alle  previsioni della c.d. <strong>E-Privacy Directive </strong><span>(2002/58/CE)</span>,  modificata recentemente dalla direttiva 2009/136/CE, alle quali il  legislatore ha dato attuazione con due provvedimenti alla fine di maggio  2012 (D.Lgs. 69 e D.Lgs. 70). Tali direttive, in particolar modo la  seconda, mirano proprio ad affermare il <strong>principio del preventivo consenso dell'interessato</strong> alla propria tracciabilità e profilazione delle scelte di navigazione da parte dei siti tramite l'utilizzo di “<i>cookies</i>”, affermando il <strong>principio dell'</strong><span><strong>opt-in</strong></span><span>,  in base al quale i siti web devono assicurarsi il permesso dell'utente  prima di raccogliere e memorizzare informazioni, utilizzando  configurazioni di programmi informatici che siano di facile e chiara  utilizzabilità.</span></p>
<p align="JUSTIFY">Proseguiamo ora con i <strong>termini e le condizioni di utilizzo</strong>,  che vengono bonariamente definiti  “accordo con l'utente” anche se,  ovviamente, più che di accordo si tratta unicamente di una complessa  previsione unilaterale che potrà solo essere accettata dall'aspirante  utente. Viene innanzitutto ribadito che il Sito è gestito oltre che  dalla HuffingtonPost Italy srl. anche dalla AOL Inc., e dai termini sarà  in seguito possibile recedere solo tramite comunicazione scritta  inviata via raccomandata; laddove l'account venga di conseguenza  disabilitato, non saranno però rimosse o modificate le precedenti  attività pubbliche dell'utente. E' comunque possibile anche <strong>semplicemente chiudere il proprio account</strong>, senza particolari formalità, tramite le impostazioni della propria pagina personale.</p>
<p align="JUSTIFY">L'HuffPo si riserva nei confronti dell'iscritto una discrezionalità amplissima, cioè <strong>il diritto d'impedirgli l'accesso al Sito a proprio piacimento e per qualsiasi ragione</strong>,  laddove questo sia ritenuto nell'interesse dell'azienda o degli altri  utenti. E' evidente che in questo caso siamo ai limiti del puro  arbitrio, dal momento che non vengono richiamate violazioni di norme di  legge o di semplice netiquette, ma si difetta di una qualsiasi  predeterminazione perlomeno esemplificativa. Non è tutto, poiché <strong>l'utente viene altresì spogliato di qualsiasi diritto sui suoi contenuti</strong> che invii o condivida sull'Huffington. Mentre la maggior parte dei siti  riconosce all'utente almeno il privilegio dell'autorialità sui propri  contenuti (cioè il diritto ad esserne sempre riconosciuto creatore) ed  in alcuni casi anche importanti diritti economici derivanti  dall'eventuale sfruttamento del materiale, <strong>l'Huffington si riserva ogni diritto su scritti, video, fotografie, audio o altro contenuto che gli iscritti postino sul Sito</strong>,  potendoli distribuire ed utilizzare liberamente per finalità  promozionali e di marketing, cioè commerciali. In pratica, viene  esplicitamente affermato che<strong> l'utente non detiene alcun diritto sui suoi contenuti inviati al Sito</strong>:  quest'ultimo potrà pubblicarli, modificarli ed utilizzarli senza limiti  di tempo, oltre che distribuirli e venderli su altri media. Ogni  contenuto, una volta immesso sul Sito, viene immediatamente coperto dal  copyright dell'HuffPo e né l'utente iscritto né terzi potranno  utilizzarlo in alcun modo, pena violazione del diritto d'autore (salva  solamente la possibilità di stamparne una copia per occasionale  interesse personale).</p>
<p align="JUSTIFY">Giungiamo ora al <strong>controllo sulle attività degli utenti</strong>,  in relazione al quale abbiamo rilevato una lieve incongruenza: mentre in un  primo momento nei termini di servizio si specifica che l'Huffington Post  non si assume (come da prassi ormai consolidata) alcun impegno a  monitorare il Sito per individuare eventuali contenuti inappropriati od  illegali, in seguito nelle faq viene invece istituito un complesso  sistema di moderazione e vigilanza ripartito tra segnalazioni di utenti e  staff interno di moderatori. Di fatto il Sito si assume <strong>una responsabilità editoriale</strong> sui contenuti che ospita dal momento che, oltre ad effettuare i controlli indicati, si riserva altresì la <strong>facoltà di eliminare post e materiali degli utenti</strong> in qualsiasi momento ed a sua  insindacabile discrezione.</p>
<p align="JUSTIFY">Terminiamo questo lungo approfondimento con le c.d. <strong>faq</strong> (cioè le <strong>domande frequenti</strong>) che vengono incluse nei termini di servizio costituendone parte integrante; di queste va segnalata innanzitutto la <strong>netiquette</strong>,  ovverosia i principi che regolano community e commenti. Come accennato  poc'anzi è prevista, al fine di assicurare un luogo civile e piacevole, <strong>un'articolata struttura di controllo</strong> onde evitare ingiurie, attacchi o insulti che possono essere rimossi e  potranno anche causare ammonizione ed esclusione dalla community di  coloro che ne siano autori. Il team di moderatori <strong>verifica i commenti prima della pubblicazione sul Sito</strong>,  ed essi vengono resi visibili agli utenti solo una volta approvati. La  community degli iscritti gioca un ruolo importante, visto che <strong>è possibile segnalare i commenti altrui</strong> affinché vengano controllati dai moderatori; agli utenti che segnalino  in maniera costante ed affidabile i commenti poi rimossi potranno essere  concessi strumenti per nascondere direttamente commenti maliziosi o  provocatori, aspri o cattivi, maleducati o fuori tema, ostili o  scadenti. Si deduce insomma che qui, forse più che in altri luoghi di  confronto online, bisogna prestare molta attenzione al tono dei propri  commenti.</p>
<p align="JUSTIFY">E' anche prevista un'interessante <strong>forma di collaborazione tra l'Huffington Post e facebook</strong>,  che mette in relazione gli utenti dell'Huffington con i loro amici su  facebook e con le notizie che leggono o le storie che commentano: è il  c.d. <strong>HuffPost Social News</strong>. In questo modo, l'attività di ogni  utente sull'Huffington diventerà visibile a tutta la sua rete di  amicizie nelle c.d. Social News, intersecandosi così notizie, opinioni e  social networking. Ovviamente anche tutte queste iterazioni tra utenti,  cerchie di amici, statistiche, attività recenti, cronologie ed  informazioni varie sono una <strong>rilevantissima massa di dati degli iscritti</strong> che verranno poi liberamente utilizzati ed incrociati dall'Huffington  per le molteplici finalità evidenziate in sede di analisi della privacy  policy.</p>
<p align="JUSTIFY">Infine, un'iniziativa simpatica ed al contempo   astuta: allo scopo di aumentare il numero di utenti e le loro attività  complessive, <strong>vengono previsti dei distintivi</strong> dei quali potranno  fregiarsi gli utenti migliori, cioè quelli che collegheranno il loro  account HuffPost con l'account facebook e twitter, andando ad  incrementare le connessioni con amici e follower, commentando e  condividendo sui vari social network le notizie dell'HuffPo,  viralizzandole insomma. Chiaramente <strong>esistono diversi livelli di distintivi</strong> e per poter salire di grado è necessario collezionare sempre più  condivisioni, fan e amici. Dunque un'idea scaltra per dare visibilità al  Sito, che ripaga l'utente particolarmente attivo con delle piacevoli  mostrine. Purtroppo, <strong>è prevista anche la possibilità di scendere di livello</strong> se si perdono troppi amici o follower, dunque l'utente che voglia far  durare nel tempo la propria sudata coccarda non può mai riposarsi sugli  allori. Sempre allo scopo di usufruire il più possibile degli utenti  appassionati, è prevista anche la <strong>possibilità di diventare moderatori</strong> per coloro che vantino una buona percentuale di segnalazioni corrette  sui commenti che vengono poi censurati. Anche in questo caso, il  riconoscimento non è mai duraturo: come viene testualmente affermato  “dovrà darsi da fare con le segnalazioni per diventare uno degli utenti  di cui abbiamo maggior fiducia”. L'utente è insomma avvisato: per  rimanere moderatore la sua solerzia non deve subire cedimenti.</p>
<p align="JUSTIFY">In conclusione, possiamo affermare che la disciplina generale dell'Huffington Post <strong>controlla pressoché totalmente l'esperienza dell'utente sul Sito</strong>, <strong>appropriandosi di numerosissimi dati personali</strong>, incrociandoli ed elaborandoli per finalità prevalentemente pubblicitarie (dunque di profitto), <strong>attribuendosi altresì ogni diritto su qualsiasi tipologia di contenuto postato</strong> dagli iscritti (qualunque ne sia la qualità ed eventualmente il valore  economico), concedendosi inoltre totale discrezionalità nell'impedire  l'accesso al sito per qualsiasi ragione, indipendentemente dalla previa  commissione di illeciti o da violazioni della netiquette. <strong>Preventivo controllo</strong> su ogni commento da parte dei moderatori ed in generale su tutte le attività degli utenti nonché attraenti iniziative per <strong>trarre vantaggio dall'impegno e dalle reti sociali</strong> degli utenti più laboriosi completano un quadro che, tra luci ed ombre,  onestamente non ci sembra con chiarezza veder prevalere le prime.</p>
<p align="JUSTIFY"><i>Emiliano Barbagallo – ricercatore &lt;ahref</i></p>]]></content:encoded>
    <dc:publisher>No publisher</dc:publisher>
    <dc:creator>Piergiovanni Mometto</dc:creator>
    <dc:rights></dc:rights>
    <dc:date>2012-10-17T16:15:00Z</dc:date>
    <dc:type>Notizia</dc:type>
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