<?xml version="1.0" encoding="utf-8" ?>
<rdf:RDF xmlns:rdf="http://www.w3.org/1999/02/22-rdf-syntax-ns#" xmlns:dc="http://purl.org/dc/elements/1.1/" xmlns:syn="http://purl.org/rss/1.0/modules/syndication/" xmlns="http://purl.org/rss/1.0/">




    



<channel rdf:about="http://weblog.ahref.eu/weblogrss/RSS">
  <title>WeblogRSS</title>
  <link>http://weblog.ahref.eu</link>

  <description>
    
      
    
  </description>

  

  
            <syn:updatePeriod>daily</syn:updatePeriod>
            <syn:updateFrequency>1</syn:updateFrequency>
            <syn:updateBase>2011-03-23T12:54:04Z</syn:updateBase>
        

  <image rdf:resource="http://weblog.ahref.eu/logo.png"/>

  <items>
    <rdf:Seq>
      
        <rdf:li rdf:resource="http://weblog.ahref.eu/la-ricerca-come-mestiere"/>
      
      
        <rdf:li rdf:resource="http://weblog.ahref.eu/innovazione-motore-dello-sviluppo-le-proposte-di-ahref-al-festival-economia"/>
      
      
        <rdf:li rdf:resource="http://weblog.ahref.eu/facebookumentario-la-storia-raccontata-su-facebook-1"/>
      
      
        <rdf:li rdf:resource="http://weblog.ahref.eu/webfest-2012"/>
      
      
        <rdf:li rdf:resource="http://weblog.ahref.eu/le-vie-del-lavoro-al-ted-x-napoli"/>
      
      
        <rdf:li rdf:resource="http://weblog.ahref.eu/festival-internazionale-del-giornalismo-tutti-gli-appuntamenti-di-ahref"/>
      
      
        <rdf:li rdf:resource="http://weblog.ahref.eu/arduino-lhardware-mady-in-italy"/>
      
      
        <rdf:li rdf:resource="http://weblog.ahref.eu/fare-informazione-insieme-per-superare-i-pregiudizi"/>
      
      
        <rdf:li rdf:resource="http://weblog.ahref.eu/mondovisioni-i-documentari-di-internazionale"/>
      
      
        <rdf:li rdf:resource="http://weblog.ahref.eu/la-liberta-di-internet-e-in-come-la-usiamo"/>
      
      
        <rdf:li rdf:resource="http://weblog.ahref.eu/timu-su-la7"/>
      
      
        <rdf:li rdf:resource="http://weblog.ahref.eu/weinberger-falkvinge-amamou-le-lezioni-tenute-in-fondazione-ahref"/>
      
      
        <rdf:li rdf:resource="http://weblog.ahref.eu/sciopero-della-rete-contro-il-sopa"/>
      
      
        <rdf:li rdf:resource="http://weblog.ahref.eu/il-libro-bianco-dell2019innovazione-sociale"/>
      
      
        <rdf:li rdf:resource="http://weblog.ahref.eu/di-muro-in-muro-ad-avellino-prove-di-fraternita-allitaliana"/>
      
    </rdf:Seq>
  </items>

</channel>


  <item rdf:about="http://weblog.ahref.eu/la-ricerca-come-mestiere">
    <title>La ricerca come mestiere</title>
    <link>http://weblog.ahref.eu/la-ricerca-come-mestiere</link>
    <description>Un contest per scegliere un logo originale capace di raccontare il mestiere della ricerca vissuto da giovani studenti a fianco dei ricercatori di FBK.</description>
    <content:encoded xmlns:content="http://purl.org/rss/1.0/modules/content/"><![CDATA[<p>La Fondazione Bruno Kessler (FBK) ha chiesto agli studenti dell'Istituto d'Arte - liceo artistico <a class="external-link" href="http://depero.istitutodellearti.tn.it/istituto">Fortunato Depero</a> di Rovereto, di realizzare<b> un logo che   rappresentasse i valori che animano il progetto “<a class="external-link" href="http://www.fbk.eu/it/ricerca_come_mestiere2011">La ricerca come  mestiere / la tecnologia nei mestieri</a>”</b>, il programma di attività che la  FBK di Trento rivolge ai giovani attraverso il mondo della scuola. <br /> <br />Alle ragazze e ai ragazzi del Depero è stato chiesto di dare  un’immagine riconoscibile alle attività del programma e di  individuare  un piano di comunicazione, nelle forme tradizionali e in quelle da loro  ritenute più adeguate per rafforzare le relazioni tra i giovani e il  mondo della ricerca. <br /> <br />Il progetto, coordinato  dalla professoressa Deborah Lot, sta  incontrando un nutevole successo. Le proposte grafiche realizzate dai  giovani proprio in questi giorni vengono pubblicate e condivise sulla  piattaforma <a class="external-link" href="https://timu.civiclinks.it/it/m/inquiry/la-ricerca-come-mestiere/">timu</a>.  <br /> <br />Una giuria qualificata selezionerà fra le proposte presentate quelle  ritenute più significative tra le quali verrà poi scelta direttamente  sul web la proposta vincitrice ovvero quella che risulterà più votata  fra le tre selezionate.<br /> <br /><b>Per votare occorre iscriversi a <a href="http://civiclinks.it/" target="_blank">civiclinks.it</a> – accedere a <a class="external-link" href="https://timu.it">timu </a>– aprire la storia “<a class="external-link" href="https://timu.civiclinks.it/it/m/inquiry/la-ricerca-come-mestiere/">La ricerca come mestiere</a>” -  cliccare sull’immagine scelta e infine sul bottone “Favorito”.<br /></b><br /> Durante il Festival dell’Economia, venerdì 1° giugno in Piazza Fiera  a  Trento nell'ambito delle manifestazioni dedicate al tema del rapporto tra "Scuola, generazioni e territorio" sarà premiato il lavoro scelto che verrà utilizzato per tutta la  futura comunicazione del programma “La ricerca come mestiere”.</p>]]></content:encoded>
    <dc:publisher>No publisher</dc:publisher>
    <dc:creator>Piergiovanni Mometto</dc:creator>
    <dc:rights></dc:rights>
    <dc:date>2012-05-17T14:34:26Z</dc:date>
    <dc:type>Notizia</dc:type>
  </item>


  <item rdf:about="http://weblog.ahref.eu/innovazione-motore-dello-sviluppo-le-proposte-di-ahref-al-festival-economia">
    <title>Innovazione motore dello sviluppo: le proposte di &lt;ahref al Festival Economia</title>
    <link>http://weblog.ahref.eu/innovazione-motore-dello-sviluppo-le-proposte-di-ahref-al-festival-economia</link>
    <description>Come ogni anno, da sette anni a questa parte, in occasione del festival dell'Economia a Trento e nella vicina Rovereto fervono le occasioni di dibattiti, incontri pubblici e iniziative culturali con la partecipazione di tanti esperti - economisti e non - sia italiani che internazionali.</description>
    <content:encoded xmlns:content="http://purl.org/rss/1.0/modules/content/"><![CDATA[<p><img class="image-inline" src="resolveuid/e98acc71-ceaa-434c-9456-2d631905e775" style="float: left; " />Il tema affrontato dal festival di quest'anno "<b>Cicli di vita e rapporti tra generazioni</b>"  si inserisce nel complesso contesto di ridefinizione delle strutture  portanti della  nostra  stessa convivenza sociale messe a dura prova  dagli effetti combinati della grande recessione economica e dalla crisi  finanziaria determinata dal  debito pubblico di molti paesi europei,  Italia compresa.</p>
<p>Questi fenomeni - come scrive Tito Boeri, responsabile scientifico del Festival - hanno aperto "<b>una grande questione giovanile e una grande questione degli anziani</b>.  I primi hanno seri problemi a entrare nel mercato del lavoro e a  iniziare il loro ciclo di vita. I secondi faticano a chiuderlo  serenamente perché hanno seri problemi di liquidità verso la fine della  loro esistenza."</p>
<p>Rapporti e patti istituzionali tra generazioni dunque, ma non solo:  nelle quattro intensissime giornate del <a class="external-link" href="http://2012.festivaleconomia.eu/">festival </a>(dal 31 maggio al 3  giugno) <b>si parlerà molto anche di ingresso nel mondo del lavoro e di formazione sul posto di lavoro</b>,  ma si parlerà anche di quei patti intergenerazionali informali, così  importanti nel campo dell’assistenza alle persone non autosufficienti,  che rischiano anch'essi di saltare per effetto della crisi.</p>
<p><b>Nell'ambito del Festival Fondazione &lt;ahref sarà presente   ponendo l'accento sul ruolo che internet e i media sociali possono  giocare in questo contesto come fattori di sviluppo e di  innovazione  sociale favorendo la nascita di una nuova imprenditoralità soprattutto  giovanile.</b> L'innovazione, insomma, vista come volano, il cerino che  può riaccendere la miccia dello sviluppo e favorire l'affermarsi di un  nuovo percorso di solidarietà tra generazioni, basato su fondamenta  nuove, più eque e solidali; fondato sulla ricchezza generata dalle idee e  dal sapere e non più sul consumo indiscriminato delle scarse risorse  materiali e ambientali di cui disponiamo.</p>
<p>&lt;ahref sarà presente in particolare nell'allestimento multimediale  all'aperto situato nella centralissima Piazza Fiera dedicato al tema "<a class="external-link" href="http://2012.festivaleconomia.eu/programma/generazioni-scuola-territorio"><b>Generazioni, scuola, territorio</b></a>".  Qui si confronteranno le esperienze didattiche più innovative del  raccordo tra scuola trentina e territorio raccontate dagli studenti, dai  docenti e dagli animatori protagonisti, ma  la discussione sarà aperta  anche sui temi legati alle nuove tecnologie e inoltre ci sarà la  possibilità per i ragazzi di sperimentare dal vivo gli strumenti per la  didattica di nuova generazione, frutto della ricerca industriale di  cooperative e aziende spin-off del Trentino.</p>
<p><b><img class="image-inline" src="resolveuid/a1213607-4d58-4f38-9c7d-67406ad81b79" style="float: right; " />Il pomeriggio di venerdì 1° giugno in Piazza Fiera sarà concluso da un seminario di  Ezio Andreta (<i>nella foto</i>),</b> attuale direttore del Dipartimento Ricerca della  Commissione Europea.  Andreta dalla metà degli anni Novanta si occupa delle attività di  ricerca nei settori della fissione nucleare e delle energie tradizionali  e alternative. Il tema del suo seminario sarà: "<a class="external-link" href="http://www.ahref.eu/it/events/i-seminari/governare-linnovazione-oltre-la-crisi">Governare l'innovazione  oltre la crisi</a>". <b>La tesi sostenuta da Andreta è che soltanto grazie  all'innovazione l'Italia e l'Europa riusciranno a coniugare crescita ed  occupazione, competitività e qualità di vita</b> e a consolidare il  modello ideale di società, acquisito attraverso anni di lotte e  conquiste sociali. Il seminario è introdotto da Luca De Biase presidente  di &lt;ahref.</p>
<p><img class="image-inline" src="resolveuid/12fba37d-47b7-4144-903f-c013956c0ea2" style="float: left; " />Un altro importante seminario viene organizzato da Fondazione  &lt;ahref nel medesimo spazio multimediale di Piazza Fiera per il giorno  successivo, sabato 2 luglio. Protagonista dell'evento sarà Alex  Giordano (<i>nella foto</i>), studioso di etnografia digitale, ovvero la disciplina che  analizza i comportamenti sociali delle persone nell'ambito di internet e  delle reti sociali. "<b><a class="external-link" href="http://www.ahref.eu/it/events/i-seminari/start-up-italia-2013-innovazione-oltre-la-tecnologia-le-idee">Start Up Italia! Innovazione: oltre la  tecnologia, le idee</a>" è il titolo dell'intervento di Giordano che  descriverà i contorni della nuova economia</b>, un'economia dove la  produzione di saperi (ma in buona parte anche la produzione materiale)  non è più il privilegio delle imprese strutturate gerarchicamente ma  viene dal basso, da "milioni di piccoli imprenditori, inventori, hackers  e scienziati-amatori" che costituiscono <b>una nuova economia  democratica e di rete dalla quale emergeranno tuttavia le soluzioni di  cui abbiamo bisogno per superare il difficile periodo di transizione che  ci aspetta</b>.  Luca De Biase introdurrà l'evento.</p>
<p><b>Il 2 giugno la fitta giornata di appuntamenti e incontri si chiude  con una presentazione pubblica (dalle 19 alle 20) di <a class="external-link" href="http://2012.festivaleconomia.eu/programma/generazioni-scuola-territorio-fact-checking-lab">Fact Checking</a>, il  nuovo servizio sviluppato da Fondazione &lt;ahref dedicato alla verifica  delle affermazioni pubbliche a partire dalla collaborazione in rete.</b></p>
<p><img class="image-inline" src="resolveuid/40406aa3-fe48-49d0-8027-a53bc7454d50" style="float: left; " />La pratica del Fact Checking prende origine dalle redazioni dei  grandi giornali e network televisivi dove uffici dedicati hanno la  funzione di verificare e controllare la veridicità di fatti e  affermazioni pubbliche e di quanto viene scritto o detto dai giornalisti  nei loro articoli o nei servizi trasmessi. Ma il Fact Checkin di  &lt;ahref non è uno strumento per specialisti, ma  un modo semplice e  concreto per permettere a  cittadine e cittadini di svolgere un’attività  critica efficace su quanto emerge dal dibattito pubblico e  sui media e  funziona in modo molto semplice e intuitivo basandosi sugli stessi  principi della produzione collaborativa di contenuti che  contraddistingue i network sociali.</p>
<p>Si svolgerà una dimostrazione all’insegna del <i>learning by doing</i> che prevede, dopo una breve presentazione dell’interfaccia web <a class="external-link" href="http://www.factchecking.it/">www.factchecking.it</a>,  la proposta di una notizia da sottoporre a verifica. Saranno coinvolti  ragazzi e ragazze presenti che formeranno due gruppi di lavoro che  effettueranno ricerche sul web per convalidare o confutare  l’affermazione oggetto di fact checking. La dimostrazione si chiuderà  con una discussione collettiva dalla quale emergerà l'esito finale.</p>
<p>Le quattro intense giornate in Piazza Fiera sono organizzate, oltre  che da &lt;ahref, da Cooperazione Trentina, Educa, Museo delle Scienze,  Fondazione Bruno Kessler, step – Scuola per il governo del territorio e  del paesaggio, Istituti di istruzione della provincia di Trento,  Fondazione Dolomiti Unesco. Ognuno degli enti coinvolti organizza  laboratori, eventi, dibattiti e manifestazioni che saranno seguite da un  gruppo di cronisti di eccezione. Si tratta degli <b>studenti del Master  di giornalismo dello Iulm di Milano, che seguiranno gli eventi e li  documenteranno con foto, filmati e articoli che saranno pubblicati "dal  vivo" su <a class="external-link" href="http://www.timu.i">timu.it</a></b>, la piattaforma progettata da &lt;aref per  agevolare forme  di produzione collaborativa di informazione e contenuti  prodotti dal basso.</p>]]></content:encoded>
    <dc:publisher>No publisher</dc:publisher>
    <dc:creator>Piergiovanni Mometto</dc:creator>
    <dc:rights></dc:rights>
    
      <dc:subject>Scuola</dc:subject>
    
    
      <dc:subject>Festival Economia</dc:subject>
    
    
      <dc:subject>Civic media</dc:subject>
    
    
      <dc:subject>Etnografia</dc:subject>
    
    
      <dc:subject>Innovazione sociale</dc:subject>
    
    <dc:date>2012-05-17T13:45:00Z</dc:date>
    <dc:type>Notizia</dc:type>
  </item>


  <item rdf:about="http://weblog.ahref.eu/facebookumentario-la-storia-raccontata-su-facebook-1">
    <title>Facebookumentario: la storia raccontata su Facebook</title>
    <link>http://weblog.ahref.eu/facebookumentario-la-storia-raccontata-su-facebook-1</link>
    <description>Timeline è la nuova funzione di visualizzazione cronologica di Facebook. Pensata per consentire la pubblicazione di diari personali online si sta rivelando un efficace strumento per il racconto di storie e di vicende del nostro passato, come ha sperimentato un gruppo di giovani che ha creato una pagina dedicata alla ricostruzione della strage di Piazza della Loggia a Brescia e della lunga e penosa vicenda processuale  che ne è seguita.</description>
    <content:encoded xmlns:content="http://purl.org/rss/1.0/modules/content/"><![CDATA[<p><b>Si chiama "Facebookumentario" e rappresenta un nuovo modo di utilizzare Facebook, il social network più amato dagli Italiani, per mantenere viva la memoria di fatti che hanno tristemente segnato la nostra storia più recente.</b><br /><br />Prendendo spunto dal nuovo layout di Facebook (Timeline) che permette di costruire le storie seguendo un ordine cronologico ed integrando all'interno della cronologia tutti i media supportati da internet, ovvero audio, video, testi, fonti, mappe, ecc. vengono ricostruite storie di fatti drammatici come ad esempio la strage di Piazza Della Loggia che il 28 maggio 1974 a Brescia, nella centrale piazza della Loggia, provocò la morte di otto persone e il ferimento di altre cento. La strage fu causata dall'esplosione di una bomba nascosta in un cestino per i rifiuti mentre nella piazza era in corso di svolgimento una manifestazione contro il terrorismo neofascista indetta dai sindacati e dal Comitato Antifascista.<br /><br />Oggi dopo 36 anni di indagini e processi (l'ultimo si è concluso nel 2011 senza colpevoli) che hanno stabilito un vero record giudiziario in negativo ... ai parenti delle vittime non è rimasto neppure il nome di un colpevole a cui poter attribuire la responsabilità della perdita dei loro congiunti, ma solo l'amarezza di avere vissuto un calvario lungo 36 anni, passati tra aule di tribunale e cimiteri.<br /><br />La memoria storica di questa e delle altre stragi italiane, se mai è esistita, ora si sta perdendo agli occhi delle nuove e delle vecchie generazioni. Si guarda a questi avvenimenti come acqua passata. Materiale d'archivio impolverato, che non vale la pena riesumare.<br /><br />Mantenere viva la  memoria di questi fatti non è solo un gesto di rispetto verso le vittime, ma anche un dovere civile nei confronti del nostro Paese e del popolo italiano la cui storia recente è fortemente segnata dal pesante fardello della stagione delle stragi, nefandezze tutte rimaste senza nome e senza volto che hanno segnato gli anni che hanno fatto seguito alla grande stagione democratica delle lotte operaie della seconda metà degli anni Sessanta.<br /><br />Ora il succedersi degli avvenimenti a partire da quella triste giornata di fine maggio di trentasei anni fa viene narrato e ricostruito nel primo "<a class="external-link" href="http://www.facebook.com/StrageDiPiazzaLoggia">Documentario</a>" dedicato alla strage di Piazza Della Loggia basato sul social network Facebook.<br /><br />Ognuno di noi può partecipare con i propri commenti ad arricchire il percorso dei ricordi e della ricostruzione della strage ma anche proporre la creazione di altri percorsi (Timeline) per la ricostruzione di altri fatti che hanno segnato il nostro passato recente.<br /><br />Il Facebookumentario è uno strumento nato non solo per condividere la memoria ma anche - forse soprattutto - per poter ri-costruire tutti insieme questa memoria condivisa contribuendo ognuno di noi con il proprio pezzo di ricordo e con le proprie personali senzazioni.</p>
<p>(di <span style="text-align: left; ">Isacco Chiaf)</span></p>]]></content:encoded>
    <dc:publisher>No publisher</dc:publisher>
    <dc:creator>Piergiovanni Mometto</dc:creator>
    <dc:rights></dc:rights>
    <dc:date>2012-05-15T07:55:00Z</dc:date>
    <dc:type>Notizia</dc:type>
  </item>


  <item rdf:about="http://weblog.ahref.eu/webfest-2012">
    <title>Ahref al Webfest 2012</title>
    <link>http://weblog.ahref.eu/webfest-2012</link>
    <description></description>
    <content:encoded xmlns:content="http://purl.org/rss/1.0/modules/content/"><![CDATA[<p>Si svolge dal 9 all'11 maggio a Pescara l'edizione 2012 di <a class="external-link" href="http://http//www.webfest.it/">WebFest </a>il festival internazionale dedicato all'arte e alla innovazione nel mondo del digitale. L'evento fa parte del più ampio progetto <a href="http://news.pmiservizi.it/eventi/internet-eventi/wilab-web-talent-show.html" target="_blank">WiLAB, il primo web talent show italiano</a>.</p>
<p>Il programma della intensa tre giorni pescarese  prevede la partecipazione di oltre <strong><span>1000 personaggi invitati</span></strong><span> provenienti da tutto il mondo che avranno la possibilità di assistere a più di </span><strong><span>70 fra workshop e tavole rotonde. </span></strong></p>
<p><span>Sarà presente anche fondazione &lt;ahref che il 9 maggio, alle ore 16, presenterà la nuova piattaforma <a href="http://www.webfest.it/portfolio-item/fact-checking-il-nuovo-servizio-di-fondazione/" target="_blank">Fact Checking</a> il social network progettato per favorire la verifica collettiva dei fatti e delle affermazioni pubbliche</span><strong><span>.</span></strong></p>
<p><strong><strong> Il </strong><a href="https://factchecking.civiclinks.it/it/" target="_blank">servizio</a><strong> è online ancora in versione beta ma già ha suscitato molta curiosità ed </strong><a class="external-link" href="http://www.ahref.eu/it/media">interesse</a><strong>. </strong>L'augurio è che diventi presto un punto di riferimento per quei cittadini interessati a partecipare al dibattito pubblico che desiderano ragionare e dialogare  sui fatti e sui dati certi e non sulla base degli slogan e delle dichiarazioni di principio che hanno caratterizzato fino ad oggi il dibattito pubblico nel nostro Paese. </strong></p>
<p><strong><span>Il Fact Checkin di fondazione &lt;ahref funziona in modo molto semplice: i cittadini che hanno un dubbio su un fatto che è stato citato in un giornale, in un discorso, in una trasmissione televisiva, possono scrivere la frase da verificare nella piattaforma e collaborare a trovare i documenti che ne attestano l'attendibilità.</span></strong></p>
<p><strong>Ma naturalmente WebFest 2012 è anche molto altro. Si parlerà, ad esempio, di web e diritto e dei molti ritardi che l'Italia sta accumulando nel processo di sviluppo dell'agenda digitale (dalla banda larga, al digital divide, all’e-goverment) e della grande occasione  che l'attuazione di una agenda digitale rappresenta per lo sviluppo del nostro Paese e per il rilancio della nostra economia<strong>. </strong></strong></p>
<p><strong>Si parlerà delle nuove forme di narrazione collaborativa che fioriscono sul web presentando il caso dell'americana <a href="http://www.secondstory.com/" target="_blank">Secondstory</a>; del rapporto tra impresa e network sociali e delle nuove modalità di comunicazione e promozione di un marchio attraverso la Rete. Si parlerà anche di start up digitali, di digital design, di scrittura  multimediale e di tanto altro ancora<strong>. </strong></strong></p>
<p><strong>E infine ci sarà la possibilità per la prima volta in Italia di conoscere <a href="http://www.offf.ws/2012/" target="_blank">OFFF</a>, il festival della cultura post digitale, nato una decina di anni fa a Barcellona e diventato un vero e proprio luogo d’incontro, a metà strada tra la formula della conferenze, quella del workshop e quella della performance, che unisce artisti tra i più importanti del nostro tempo</strong><strong>. </strong></p>
<p><strong>Non c'è ovviamnete qui la possibilità di ricordare per intero il vastissimo programma della manifestazione. Sul sito di <a href="http://www.webfest.it/" target="_blank">WebFest2012</a> è possibile prendere visione di tutti gli appuntamenti e di prenotare la vostra partecipazione.</strong></p>
<p><strong><span>Nel corso della serata </span></strong><span>finale saranno presentati al pubblico e premiati </span><strong><span>100 donne e uomini che negli ultimi 10 anni hanno fatto la storia dell’arte digitale e del web italiano</span></strong><span>. Tra i “magnifici cento” sarà premiato anche <span class="il">Michele</span> Kettmaier, oggi direttore generale di Fondazione &lt;ahref, ma da sempre in prima linea come protagonista e innovatore del web italiano premiato per il suo “prezioso contributo nell'ambito della società dell'informazione, della tecnologia e dei nuovi media” e  per gli straordinari  risultati professionali conseguiti a seguito di questo impegno, tra i quali naturalmente  anche quello di avere immaginato e voluto la nascita di &lt;ahref.</span></p>]]></content:encoded>
    <dc:publisher>No publisher</dc:publisher>
    <dc:creator>Piergiovanni Mometto</dc:creator>
    <dc:rights></dc:rights>
    <dc:date>2012-05-09T10:30:00Z</dc:date>
    <dc:type>Notizia</dc:type>
  </item>


  <item rdf:about="http://weblog.ahref.eu/le-vie-del-lavoro-al-ted-x-napoli">
    <title>Le vie del lavoro al Ted x  Napoli</title>
    <link>http://weblog.ahref.eu/le-vie-del-lavoro-al-ted-x-napoli</link>
    <description>Sabato 14 aprile 2012, nella splendida cornice del Riot, in occasione del Tedx Napoli, ho raccontato di "Le vie del lavoro". Quello che ho detto lo vedrete presto sulla piattaforma Tedx, quello che avrei voluto dire lo potete leggere qua. </description>
    <content:encoded xmlns:content="http://purl.org/rss/1.0/modules/content/"><![CDATA[<p><b>Dal <a class="external-link" href="http://chesensochefa.blog.rassegna.it/">Blog: Che senso fa</a></b></p>
<p><b>1. </b>Buonasera. Ho pensato di cominciare come Joe lo straniero - Clint Eastwood in Per un pugno di dollari, lui «i Baxter da una parte, i Rojo dall'altra ... e io nel mezzo», io «la Crisi da una parte, la Creatività dall'altra  ... e il Lavoro nel mezzo».<br /><br /><b>2.</b> Crisi e creatività sono due parole chiave nella storia d'Italia, tra crisi e creatività siamo un paese molto poco “normale”, ma forse solo un paese così poteva produrre tanto genio tutto assieme come al tempo di Lorenzo de' Medici e Leonardo da Vinci, Michelangelo e Raffaello. Il Paese del genio e della creatività che si fanno intelligenza collettiva e regalano per sempre al mondo arte, tecnologia, bellezza. Tecnologia e bellezza, due parole importanti anche per italiani più vicini a noi, italiani come Enzo Ferrari e Adriano Olivetti.<br /><br /><b>3. </b>Tra crisi e creatività il lavoro e il suo valore. Il lavoro e il suo valore come occasione per cogliere opportunità e dunque moltiplicarle. Il lavoro e il suo valore come contesto che favorisce la possibilità di produrre buone idee e dunque la capacità di rispondere in maniera creativa alla crisi.<br />Il lavoro come valore fondante di una nazione che all'art.1 della propria Costituzione scrive che “L'Italia è una repubblica democratica fondata sul lavoro”, anche se le sue classi dirigenti fanno a gara per dimenticarsene.<br /><br /><b>4.</b> Se avete letto Bella Napoli lo sapete già, altrimenti ve lo dico adesso, il lavoro è entrato nella mia vita con la distinzione di mio padre tra “il lavoro preso di faccia”, quello fatto con rigore e passione, e “il lavoro fatto ‘a meglio ‘a meglio”, quello che invece no. Con gli anni ho imparato che sono in tanti quelli a cui piace prendere il lavoro “di faccia”, molti li ho conosciuti di persona, altri invece no: lo spazzino londinese raccontato da Sennett che il lunedì mattina ripercorre a ritroso la strada appena pulita e si compiace del lavoro ben fatto; gli artigiani di Siano, in provincia di Salerno, che sull'uscio delle loro botteghe scrivevano “Ciò che va quasi bene … non va bene”; il papà di Steve Jobs che, come racconta Walter Isaacson, aveva inculcato al figlio “un concetto che gli era rimasto impresso: era importante costruire bene la parete posteriore di armadi e steccati, anche se rimaneva nascosta e nessuno la vedeva”.<br /><br /><b>5.</b> <a class="external-link" href="https://www.timu.it/it/m/inquiry/le-vie-del-lavoro/">Le vie del lavoro</a>, promossa da Fondazione &lt;ahref in collaborazione con la <a class="external-link" href="http://www.fondazionedivittorio.it/">Fondazione Giuseppe Di Vittorio</a>, nasce con questo background grazie a un civic media, Timu, progettato e sviluppato da Fondazione &lt;ahref per favorire la collaborazione in rete e la produzione di informazione di qualità.<br />L’obiettivo è quello di fare inchiesta partecipata, e storytelling, condividendo una metodologia e rispettando quattro regole che di primo acchito sono “solo” parole e invece dopo, quando le usi, fanno la differenza: accuratezza, indipendenza, legalità, imparzialità.<br /><br />6. Con Alessio Strazzullo e Cinzia Massa, i miei compagni di viaggio su Le vie del lavoro, stiamo raccontando l'Italia attraverso la passione e il rispetto degli italiani per il lavoro, attraverso le voci, le facce, le storie delle persone normali, quelle che pensano che bisogna fare bene una cosa perché è così che si fa, quelle che provano un'intima soddisfazione quando ci riescono. È l'Italia che pensa che si può fare il caffè o costruire il Sydney Harbour Bridge, cucinare la pasta e fagioli o progettare il centro direzionale di Tokyo, l’approccio deve essere sempre quello lì, fare bene quello che devi fare, farlo con dedizione, amore, impegno. E poi la meglio gioventù, ma non quella delle fiction, quella vera, fatta di sacrifici e di voglia di crescere, di opportunità pagate con il coraggio e di risultati conquistati con i denti. Sì, proprio loro, le ragazze e i ragazzi che amano, giocano, hanno passioni e difetti, che con la loro normalità non rinunciano ad avere sogni e aspirazioni e perciò si impegnano e si fanno onore, in patria e all'estero, nel lavoro e nello studio. <br /><br /><b>7. </b>L'idea è che raccontando storie ci prendiamo cura di noi, comprendiamo meglio l’importanza delle buone relazioni, produciamo senso e condividiamo significato, attribuiamo valore alle cose fatte e da fare, attiviamo processi di innovazione, di trasformazione, di cambiamento culturale, incrementiamo il valore sociale delle organizzazioni e delle comunità con le quali interagiamo e nelle quali viviamo.<br /><br /><b>8. </b>Per quanto mi riguarda, sono un sociologo in cerca di una cultura, di una vocazione, di quella «cosa che fai con gioia, come se avessi il fuoco nel cuore e il diavolo in corpo», come diceva Josephine Baker, in cerca del «calore che riesci a fare quando fai qualcosa», come dice il giovane Renato quando racconta del suo lavoro di maestro di chitarra.<br />È per questo che con Alessio, Cinzia, Gennaro Cibelli,  Costantino Menna e con loro tutte le donne e gli uomini che partecipano a “Le vie del lavoro”, cerchiamo in giro per la penisola l’approccio dell’artigiano, quello che ti fa provare soddisfazione nel fare bene una cosa «a prescindere», qualunque cosa essa sia. Ciò che ci connette, ci guida, ci definisce, ci motiva è insomma la ricerca del valore nel lavoro, il valore delle persone, il valore di ciò che esse sanno e sanno fare, il valore dell’Italia.<br /><br /><b>9. </b>Stiamo raccontando l’Italia che lavora con rigore e passione, con la testa e con le mani, l’Italia degli italiani normali, quelli che pensano «lavoro, dunque valgo», merito rispetto, considerazione, quelli che lavorano e vivono a partire da questo pensiero persino quando non lo sanno, quelli che con il loro sapere e il loro fare spostano l’ago della bussola dal riconoscimento sociale della ricchezza al riconoscimento sociale del lavoro, dal valore dei soldi al valore del sapere e del saper fare.<br /><br /><b>10. </b>È un'Italia che esiste, che c’è. È fatta di tanta gente che mette intelligenza, amore, impegno nelle cose che fa e in questo modo mantiene viva la possibilità di cambiare pagina, è il motore che muove il paese, che può farlo ripartire, valorizzando la sua creatività, sostenendolo nel processo di innovazione e di crescita. <br /><br /><b>11.</b> È un’Italia che merita di essere raccontata. Anche le belle storie, quando sono vere, aiutano a crederci, e dunque aiutano a farcela.<br /><br /><b>12. </b>Un buon titolo per il Tedx Napoli prossimo venturo potrebbe essere Omero return, ma un Omero senza dei e senza eroi, di più, tanti Omero, ma con le rughe e gli affanni delle persone normali.<br /><br /><b>13. </b>Con Alessio e Cinzia ce lo siamo detti più volte, ci piacerebbe, stiamo lavorando per questo, che Timu diventasse il civic media di riferimento per nuvole di Omero, citizen reporter e storyteller pronti a testimoniare, raccogliere, raccontare, socializzare, sulla base di un metodo condiviso, nuvole di storie vere.<br /><br /><b>14. </b>Nuvole di storie e nuvole di Omero: è il cloud storytelling, ragazzi, è tutto qui, direbbe Tony D’Amato - Al Pacino in Ogni maledetta domenica.<br /><br /><b>15. </b>That's all people. Anzi no. Perché Le vie del lavoro è una di quelle idee che, come dice  Karolina Rosas, “vale la pena diffondere”, alle quali “vale la pena partecipare”. Perciò cosa aspettate? Do it! Fatelo. Riscriviamo assieme la colonna sonora delle nostre vite.</p>
<p><i>(di Vincenzo Moretti)</i></p>]]></content:encoded>
    <dc:publisher>No publisher</dc:publisher>
    <dc:creator>Piergiovanni Mometto</dc:creator>
    <dc:rights></dc:rights>
    <dc:date>2012-04-18T13:05:00Z</dc:date>
    <dc:type>Notizia</dc:type>
  </item>


  <item rdf:about="http://weblog.ahref.eu/festival-internazionale-del-giornalismo-tutti-gli-appuntamenti-di-ahref">
    <title>Festival Internazionale del Giornalismo: tutti gli appuntamenti con &lt;ahref</title>
    <link>http://weblog.ahref.eu/festival-internazionale-del-giornalismo-tutti-gli-appuntamenti-di-ahref</link>
    <description>Il 26, 27 e 28 aprile ci sarà a Perugia la sesta edizione del festival internazionale del giornalismo. Fondazione &lt;ahref sarà presente con eventi a propria cura e con la partecipazione a importanti panel di discussione.</description>
    <content:encoded xmlns:content="http://purl.org/rss/1.0/modules/content/"><![CDATA[<p><b>Lanceremo un nuovo servizio web dedicato alla verifica dei fatti e al controllo delle affermazioni pubbliche. Faremo il punto sulla nostra prima inchiesta partecipativa dedicata alla dispersione scolastica.  Porteremo l'attenzione sul difficile rapporto fra libertà di informazione e tutela delle fonti e tanto altro ancora ...</b><br /><br />Dal 16 al 18 aprile 2011 si è tenuta a Perugia la quinta edizione del Festival Internazionale del giornalismo. In quella occasione fondazione &lt;ahref (allora operativa da pochi mesi)  ebbe l'opportunità di farsi conoscere e di presentare in pubblico la prima inchiesta partecipativa promossa sul tema dell'abbandono scolastico in collaborazione con la Fondazione con il Sud.<br /><br />Da allora "<a class="external-link" href="http://www.ahref.eu/it/ricerca/progetti/la-scuola-abbandonata"><b>La scuola abbandonata</b></a>" - è questo il nome dell'inchiesta - ne ha percorsa di strada raccogliendo almeno trenta contributi prodotti da cittadini che hanno contributo ad implementare le pagine dell'inchiesta che si trovano sulla piattaforma timu.<br /><br />Ma a distanza di un anno il problema della dispersione scolastica e dell'abbandono è tutt'altro che risolto come dimostrano <a class="external-link" href="https://www.timu.it/it/eliblu/"><span class="external-link">i dati dettagliati pubblicati da Elisabetta Tola</span></a> proprio sulla piattaforma timu. I segnali di quel fallimento del sistema scolastico italiano che avevano convinto Fondazione &lt;ahref e Fondazione con il Sud a promuovere l'indagine ci sono tutti ancora oggi.<br /><br />Per questo sarà particolarmente interessante seguire<a class="external-link" href="http://www.festivaldelgiornalismo.com/programme/2012/the-italian-secondary-school-system-overall-grade-c"> il panel di discussione</a> arganizzato da  &lt;ahref nell'ambito della sesta edizione 2012 del Festival del giornalismo di Perugia. Il panel si terrà il prossimo 27 aprile (dalle 15:30 alle 17:00) presso il Centro Servizi G. Alessi di Perugia.<br /><br />A discutere di un fenomeno che - lo dicono i dati - mette insieme per ragioni diverse le più ricche regioni del Nord come il Trentino Alto Adige e la Lombardia, con le regioni del Sud tradizionale serbatoio dell'abbandono scolastico, saranno Marco Rossi Doria, sottosegretario alla Pubblica istruzione con un passato da "maestro di strada", Tullio De Mauro, ex ministro della Pubblica istruzione e studioso dei sistemi di formazione, Alba Sasso, assessore all'Istruzione della Regione Puglia, Alessandra Migliozzi, giornalista dell'agenzia Dire e Giorgio Meletti, giornalista de Il Fatto Quotidiano e coordinatore dell'inchiesta.<br /><br /><b>Ma l'edizione del Festival Internazionale del Giornalismo per &lt;ahref non è solo l'occasione per fare il punto sulla sua attività, è anche il contesto nel quale promuoveremo e presenteremo la prima iniziativa italiana dedicata alla verifica dei dati, delle informazioni e delle dichiarazioni pubbliche su piattaforma di media civici.</b><br /><br />La prassi della  verifica dei fatti (o Fact checking) è consolidata da tempo nelle culture di matrice anglosassone dove giornali e televisioni dispongono di veri e propri uffici deputati a questo compito e dove il dibattito pubblico, a differenza di quanto accade da noi, non prescinde mai dalla necessaria verifica di quanto viene detto in pubblico specialmente dai politici.<br /><br /><a class="external-link" href="http://www.festivaldelgiornalismo.com/programme/2012/fact-checking-and-civic-media-true-or-false-news"><b>Fact checking e civic media. Informazione vera o falsa?</b></a> E' questo il titolo del panel di discussione condotto da Luca De Biase e Sergio Maistrello, dedicato al ruolo che possono svolgere i media civici per lo sviluppo di una cultura della  verifica dei dati  e che sarà anche l'occasione per presentare al pubblico il primo media civico italiano  per la verifica dei fatti promosso su iniziativa della Fondazione &lt;ahref.<br /><br />Il Fact Cheking di &lt;ahref sarà uno strumento messo a disposizione di cittadini attivi per segnalare ad esempio citazioni da documenti, dichiarazioni pubbliche, articoli, programmi televisivi e sottoporli pubblicamente a verifica, per costruire socialmente un'informazione indipendente, affidabile e credibile. Il panel si tiene in Sala Lippi, Unicredit il 28 aprile, dalle 14.<br /><br />Un ulteriore momento importante del Festival cui parteciperà &lt;ahref sarà il panel "<a class="external-link" href="http://www.ahref.eu/it/events/segnalazioni/documenti-anonimi-come-fonte-una-sfida-giornalistica"><b>Documenti anonimi come fonte, una sfida giornalistica</b></a>". Il panel è dedicato a discutere il fenomeno del "whistleblowing", uno strumento legale utilizzato per segnalare diverse tipologie di rischio all'interno delle organizzazioni (corruzione e concussione, minacce alla salute sul luogo di lavoro, frodi, danni ambientali, false comunicazioni sociali, ecc.). Un argomento di particolare attualità visto che il 2011 è stato l'anno in cui è esploso il caso Wikileaks e servizi di segnalazione in anonimato hanno cominciato a proliferare in Rete. Ciò ha reso determinante la capacità di affrontare  correttamente in ambito giornalistico problematiche nuove come la verifica della bontà di un documento anonimo, la misura in cui è possibile delegare la verifica esterna di notizie non ancora rilasciate, l'esistenza di leggi che vincolano e/o tutelano queste pratiche, come sia  possibile evitare fenomeni di delazione e di diffamazione.<br /><br />A discuterne il 26 aprile dalle ore 18:390 in Sala Baldeschi (Palazzo Bonucci) saranno  Luca De Biase, presidente Fondazione Ahref; Arturo Filastò, programmatore freelance; Kristinn Hrafnsson di  Wikileaks; Alessandro Rodolfi, Università degli Studi di Milano; Guido Romeo, Wired e fondazione &lt;ahref; Mario Tedeschini Lalli, Gruppo L'Espresso.<br /><br /><b>Infine segnaliamo la prolusione di Stefano Rodotà, l'insigne giurista, ex presidente dell'Ufficio del Garante per la tutela della privacy, che da tempo si occupa del complesso rapporto tra <a class="external-link" href="http://www.festivaldelgiornalismo.com/programme/2012/democracy.-media-and-power-in-the-age-of-knowledge">"Democrazia, media e potere nell'era della conoscenza</a>"</b>, un rapporto i cui effetti coinvolgono in maniera diretta  anche i temi specifici affrontati nei tre eventi coordinati da &lt;ahref. Il Keynote speech di Stefano Rodotà, introdotto da Luca De Biase, sarà il 27 aprile dalle 11 al Teatro del Pavone.</p>]]></content:encoded>
    <dc:publisher>No publisher</dc:publisher>
    <dc:creator>Piergiovanni Mometto</dc:creator>
    <dc:rights></dc:rights>
    <dc:date>2012-04-03T08:35:00Z</dc:date>
    <dc:type>Notizia</dc:type>
  </item>


  <item rdf:about="http://weblog.ahref.eu/arduino-lhardware-mady-in-italy">
    <title>Arduino, l'innovazione di successo tutta Made in Italy</title>
    <link>http://weblog.ahref.eu/arduino-lhardware-mady-in-italy</link>
    <description></description>
    <content:encoded xmlns:content="http://purl.org/rss/1.0/modules/content/"><![CDATA[<p>Arduino è una piattaforma di prototipazione elettronica open-source che si basa su hardware e software flessibili e facili da usare. Venerdì 16 marzo, nella sede di Fondazione Ahref, Massimo Banzi l'inventore di Arduino  ha tenuto il seminario "Arduino, una storia di successo dall'Italia al mondo". A margine di questo evento il cui filmato sarà messo online nei prossimi giorni Massimo ha voluto dedicare un po' di tempo per soddisfare le nostre curiosità e rispondere alle nostre domande.<br /><br />Dall'intervista, che proponiamo più sotto in integrale, emerge come la storia del microprocessore Arduino, primo caso al mondo di hardware open source, sia profondamente legato alla cultura italiana dei distretti industriali. Arduino oggi è uno dei pochissimi prodotti dell'informatica e dell'elettronica italiana che riesce ad avere un successo planetario. Non è un prodotto di massa ma è leader in alcuni settori molto particolari e di avanguardia (come ad esempio quello delle istallazioni artistiche) e il suo utilizzo, soprattutto negli Stati Uniti ma non solo, si sta affermando a vista d'occhio anche in altri ambiti.<br /><br />Banzi ripercorre la storia della sua creatura e spiega come sia possibile ancora oggi per un imprenditore con una buona idea dare vita ad un impresa e mettere a sistema  i <i>plus </i>tecnologici e culturali presenti nel distretto produttivo in cui si trova ad operare.  Insomma, anche nell'elettronica e nell'informatica (settori ampiamente monopolizzati dai produttori orientali) è possibile produrre del vero made in Italy.<br /><br />Banzi chiude il suo racconto con un augurio: che la sua storia personale e quella di tante iniziative imprenditoriali di successo nate in questi ultimi anni nel nostro Paese vengano fatte conoscere ai giovani per stimolarli a intraprendere strade nuove con la consapevolezza che anche da noi si può fare innovazione di successo.</p>
<p><iframe frameborder="0" height="315" src="http://www.youtube.com/embed/6jOxgM_88ck" width="560"></iframe></p>]]></content:encoded>
    <dc:publisher>No publisher</dc:publisher>
    <dc:creator>Piergiovanni Mometto</dc:creator>
    <dc:rights></dc:rights>
    <dc:date>2012-03-27T07:26:34Z</dc:date>
    <dc:type>Notizia</dc:type>
  </item>


  <item rdf:about="http://weblog.ahref.eu/fare-informazione-insieme-per-superare-i-pregiudizi">
    <title>Fare informazione insieme per superare i pregiudizi </title>
    <link>http://weblog.ahref.eu/fare-informazione-insieme-per-superare-i-pregiudizi</link>
    <description></description>
    <content:encoded xmlns:content="http://purl.org/rss/1.0/modules/content/"><![CDATA[<p><b>Una informazione partecipata e libera può aiutare a superare i  pregiudizi che separano l’Africa dall’Europa e dall’Italia: è questo il  senso della  collaborazione tra fondazione &lt;ahref  e Assaman. Una  collaborazione  che avrà  in timu il suo strumento principale.</b><br /><br />Si chiama <a href="http://tongante2012.altervista.org/it/">Tongante 2012</a>:  “La sfida” in lingua wolof. Attivo dal 10 gennaio, è il blog  per  seguire giorno per giorno le elezioni in Senegal. Archiviato il primo  turno lo scorso 26 febbraio, alla corsa alla presidenza manca ancora il  secondo tempo. <b>Per le prossime settimane Tongante 2012  racconterà in italiano e in francese il testa a testa fra Macky Sall e  Abdoulaye Wade, fino all'ultimo</b>. A farlo, saranno Luciana De  Michele, giornalista italiana che vive a Dakar, insieme a una squadra di  otto giornalisti provenienti dal settimanale senegalese Le Temoin e  dalla scuola di giornalismo di Dakar, entrambi partner del progetto.<br /><br />I  giornalisti di Tongante 2012 hanno frequentato un seminario di  formazione per imparare i fondamenti sulla gestione dei contenuti web  con la piattaforma Joomla. Tongante 2012 sarà la palestra in cui fare  pratica e diventare autonomi nella produzione e nella diffusione di  contenuti giornalistici. Solo in seguito, la redazione sarà pronta per  il grande salto: amministrare il sito di un settimanale diffuso in tutto  il Senegal. E così, da giornale solo cartaceo, Le Temoin diventerà  anche un webzine. <br /><br /><b>Tongante2012 è stato lanciato da <a href="http://assaman.info/index.php?option=com_k2&view=item&layout=item&id=661&Itemid=38">Assaman</a>, associazione finanziata dal Comune di Milano per raccontare l'Africa ai milanesi durante l'Expo del 2015.</b> <a href="http://assaman.info/">Assaman.info</a>,  il portale d'informazione, dà la parola a giornalisti africani e  italiani, interrogandosi sull'immigrazione, lo sviluppo, la stretta  attualità e le altre tematiche che accomunano Italia e Africa. Per  capire dove s'annidano pregiudizi, stereotipi e falsi miti, da entrambi i  punti di vista. È questa, in fin dei conti, la vera sfida: fare del  giornalismo partecipativo “intercontinentale”, seguendo gli stessi  principi e gli stessi modelli. Ecco perché Assaman ha deciso di iniziare  a collaborare con timu.</p>
<p>Lorenzo Bagnoli</p>
<p>Assaman\Tongante2012</p>]]></content:encoded>
    <dc:publisher>No publisher</dc:publisher>
    <dc:creator>Piergiovanni Mometto</dc:creator>
    <dc:rights></dc:rights>
    <dc:date>2012-03-14T09:30:00Z</dc:date>
    <dc:type>Notizia</dc:type>
  </item>


  <item rdf:about="http://weblog.ahref.eu/mondovisioni-i-documentari-di-internazionale">
    <title>Mondovisioni: i documentari di Internazionale</title>
    <link>http://weblog.ahref.eu/mondovisioni-i-documentari-di-internazionale</link>
    <description>Fondazione &lt;ahref partecipa alla rassegna cinematografica promossa da MAIA onlus a Trento</description>
    <content:encoded xmlns:content="http://purl.org/rss/1.0/modules/content/"><![CDATA[<p><strong><img class="image-inline" src="resolveuid/aa0d9dfb-a644-4ea2-8d29-194893f903c8/@@images/image/mini" style="float: left; " />Giovedì 15 marzo ha inizio la Rassegna di documentari </strong><strong>Mondovisioni realizzata in collaborazione con la rivista settimanale <a href="http://www.internazionale.it/">Internazionale</a> e promossa dall'Associazione <a href="http://www.maiainternational.org/">MAIA</a> Onlus di Trento.</strong></p>
<p>La Fondazione &lt;ahref è fra i promotori della manifestazione che sarà ospitata ogni giovedì sera dal 15 marzo al 19 aprile (escluso giovedì 5 aprile) presso il Cinema Astra in Corso Buonarroti.</p>
<p>Il <a class="internal-link" href="resolveuid/5746e678-0821-4b10-bdd7-31f3d13b5c03">comunicato stampa</a>.</p>
<p>La formula della rassegna prevede due proiezioni a sera per i primi quattro incontri e la serata conclusiva del 19 aprile dedicata alla Palestina, con la proiezione del documentario Rachel e la presentazione delle attività di cooperazione internazionale avviate da MAIA Onlus. L'ingresso è a offerta e il ricavato andrà a sostegno delle azioni promosse da MAIA Onlus nei territori palestinesi.</p>
<p>A proposito dei temi trattati nella serata inaugurale, &lt;ahref propone un <a class="external-link" href="http://bit.ly/wB1Ub8">contributo </a>che arricchisce il programma e fornisce una chiave di lettura per  guardare alle rivoluzioni arabe e ai cambiamenti in corso nell'attuale  ecosistema dell'informazione.</p>
<p>Si tratta di un estratto dell'intervento di Slim Amamou a  proposito dell'importanza di testimoniare il presente. Con estrema  semplicità Amamou va al cuore della partecipazione di ogni cittadin@  attiv@ all'informazione di oggi, con i mezzi piu quotidiani che tutti  abbiamo ormai a disposizione. Da questa prospettiva, la rivoluzione 2.0  può esser letta un'articolazione della coscienza da personale a  collettiva grazie alla comunicazione virale e al suo potere di creare una  consapevolezza nuova in maniera rapida e diffusa. Quel che è avvenuto  nella gente tunisina è una sorta di mutazione genetica: da allora in poi  la gente è sempre attiva, vigile, pronta a testimoniare la propria  realtà.<br /> Proprio una bella lezione.</p>
<p><strong>Ecco il programma della prima serata - </strong><strong>giovedì 15 marzo 2012 - </strong><strong>Ore 19:30 </strong></p>
<p><strong><a href="http://www.tahrir-liberationsquare.com/">TAHRIR</a></strong><strong> – Liberation Square - </strong>di Stefano Savona | Francia/Italia, 2011, 90 min. - <a href="http://vimeo.com/26903322">TRAILER</a></p>
<p>Cairo, febbraio 2011. Elsayed, Noha, Ahmed sono giovani egiziani e stanno facendo la rivoluzione. Occupano la Piazza notte e giorno, parlano, urlano, cantano insieme ad altre migliaia di egiziani tutto ciò che non hanno mai potuto dire prima a voce alta. Le repressioni sanguinose del regime rinforzano la protesta. A Tahrir si resiste, si impara a discutere e a lanciare pietre, a inventare slogan e a curare i feriti, a sfidare l’esercito e a preservare il territorio appena conquistato. Un film scritto con i volti, le mani, le voci di chi stava in piazza; una cronaca in tempo reale della rivoluzione, a fianco dei suoi protagonisti.</p>
<p><strong>Ore 21:30 </strong></p>
<p><strong><a href="http://www.edukators2-0.com/">THE EDUKATORS 2.0</a></strong><strong> - </strong>di Doku Working Group &amp; coop99 | Austria, 2011, 85 min. - <a href="http://www.youtube.com/watch?v=UZ4rOTbjyJA&feature=player_embedded">TRAILER</a></p>
<p>“L’università brucia!”: con questo slogan nasce e si sviluppa, tra euforia e frustrazione, la più ampia protesta studentesca europea degli ultimi anni. È l’autunno 2009 quando viene occupata l’aula magna dell’Università di Vienna. In breve, e grazie soprattutto al web 2.0, la protesta si allarga a sorpresa oltre i confini austriaci e ben 130 atenei rispondono mobilitandosi contro le norme comunitarie sul sistema dell’educazione. Un film collettivo realizzato in tempo reale con i contributi video, fotografici, blog e Twitter degli studenti stessi, da Vienna e tutta Europa, per raccontare un’iniziativa che per mesi ha chiesto l’attenzione della politica e della società per il futuro dell’università e dei giovani.<br /></p>
<p>Invita ogni tu@ <a href="http://www.facebook.com/events/194842127286588/">amic@</a> a partecipare alla prima serata!</p>
<p><a href="http://www.cineagenzia.it/?page_id=2945">Mondovisioni</a>...per approfondire.</p>
<p>Il <a href="http://www.internazionale.it/festival/">Festival</a> di Internazionale che si svolge ogni anno a Ferrara.</p>
<p>Scarica la <a class="internal-link" href="resolveuid/aa0d9dfb-a644-4ea2-8d29-194893f903c8" target="_blank">locandina</a> con il programma completo.</p>
<p> </p>
<p><strong>Informazioni</strong>:<br />MAIA Onlus- Make An Impact Association Onlus<br /><a href="http://maiainternational.org/">http://maiainternational.org</a><br />+39 339 6179439 - +39 389 8309643<br /><a href="mailto:info@maiainternational.org">info@maiainternational.org</a><br /><a href="http://www.facebook.com/pages/MAIA-Make-An-Impact-Association-Onlus/250238158372218">Facebook</a></p>]]></content:encoded>
    <dc:publisher>No publisher</dc:publisher>
    <dc:creator>Piergiovanni Mometto</dc:creator>
    <dc:rights></dc:rights>
    <dc:date>2012-02-29T08:55:00Z</dc:date>
    <dc:type>Notizia</dc:type>
  </item>


  <item rdf:about="http://weblog.ahref.eu/la-liberta-di-internet-e-in-come-la-usiamo">
    <title>IGF Italia 2011: i video integrali di tutte le sessioni di discussione</title>
    <link>http://weblog.ahref.eu/la-liberta-di-internet-e-in-come-la-usiamo</link>
    <description>Fondazione &lt;ahref pubblica i video integrali di tutte le sessioni di discussione dell'Internet Governance Forum Italia che si è svolto a Trento dal 10 al 12 novembre 2011.</description>
    <content:encoded xmlns:content="http://purl.org/rss/1.0/modules/content/"><![CDATA[<p>Con oltre 20 convegni e un centinaio di relatori <a class="external-link" href="http://www.igfitalia2011.it/">l'edizione 2011 dell'Internet Governance Forum Italiano</a> che si è svolta a Trento nello scorso mese di novembre ha rappresentato un momento molto importante per Fondazione &lt;ahref. In pochi mesi dall'inizio della sua attività operativa ha svolto un ruolo da elemento  propulsore nella organizzazione di una manifestazione di rilevanza internazionale.</p>
<p>Il messaggio forse più importante che emerge dalla enorme mole di testimonianze e discussioni affrontate nella tre giorni trentina è la consapevolezza che le idee e l'energia vitale che emergono dalla Rete rappresentano la prova che proprio dalla Rete è possibile ripartire per ridare un futuro al nostro Paese.</p>
<p>Oggi Internet è parte integrante della nostra vita quotidiana: la usiamo per lavorare, studiare, informarci, divertirci, fare musica e arte. Ma anche per entrare in relazione con altre persone, per fare politica e cultura. La Rete è il principale motore di cambiamento nelle relazioni sociali, nell'informazione, nell'apprendimento, ma anche nei processi produttivi e nell'economia della società contemporanea. E' evidente quindi come il tema della sua <i>governance</i> riguarda da vicino ognuno di noi perché siamo tutti chiamati a dare il nostro contributo personale affinché lo sviluppo di Internet debba continuare a svolgersi coerentemente con i suoi principi fondatori: quelli di una Rete neutrale e in quanto tale capace di generare innovazione e nuove idee e di ospitare il contributo di tutti.</p>
<p>Insomma “La rete (è) noi” così David Weinberger ha riassunto queste premesse con straordinaria efficacia nel suo intervento al convegno “<a class="external-link" href="http://www.youtube.com/watch?v=CtdneYgWXpM&feature=related">Internet e libertà</a>”. E dunque è necessario che la riflessione sulla sua <i>governance</i> e sul suo ruolo maturi in tutti i contesti della nostra vita: dal diritto al lavoro, dalla imprenditoria alla religione, dalla cultura, alla politica e alla amministrazione pubblica, dai rapporti interpersonali allo sviluppo sociale. E così è stato anche nell'ambito dell'IGF trentino dove la discussione si è aperta a 360° su tutti questi aspetti.</p>
<p>Ma se  è vero che la Rete è noi allora è anche vero che Internet non è più, o meglio non è solo, l'insieme di codici tecnici, di tecnologie, di codici giuridici e di regole formali che regolamentano il suo utilizzo. Regole che pure ci sono ed è importante sviluppare, modificare ed adeguare affinché favoriscano lo sviluppo e la maturazione della Rete come strumento egualitario e democratico nel quale le persone devono poter godere del diritto di connettersi, di esprimersi e di informarsi.</p>
<p>L'allargamento del concetto della Rete alla vita quotidiana, alla vitalità delle reti di persone che la usano, fa si che oltre al codice giuridico e tecnico ci sia la necessità di discutere e concordare anche un codice di comportamento delle persone che usano la Rete, un codice che non può stare dentro alle leggi e alle norme tecniche ma deve prendere la sua forza dal fatto di essere liberamente condiviso dalle persone che in Rete operano facendo “squadra” per produrre informazione.</p>
<p>Una assunzione di responsabilità, insomma, che può diventare anch'essa un nuovo pezzo di “codice” non scritto da aggiungere a quello tecnico – giuridico e che dia senso a quest'ultimo orientando in maniera costruttiva lo stare in rete di tutti noi in modo che questo stare in rete non metta in discussione, ma rafforzi, l'essenza democratica di Internet. Così Luca De Biase, presidente di &lt;ahref, che nel suo intervento di chiusura della manifestazione parla del ruolo che la fondazione intende giocare nel processo di definizione delle regole dell'Internet del futuro in particolare attraverso l'esperienza di timu, la piattaforma collaborativa che propone a chi vi partecipa di dichiarare l'adesione ad un semplice pacchetto di regole condivise riassunte nei quattro principi di  accuratezza, imparzialità, accuratezza e legalità.</p>
<p>Di tutto questo e di altro ancora si è discusso nei 22 panel di IGF Italia 2011. &lt;ahref ha voluto mettere questo straordinario patrimonio di idee e di testimonianze a disposizione di tutti pubblicandone i <a class="external-link" href="http://www.igfitalia2011.it/programma">video integrali</a>. Con l'auspicio che possano essere utili per far maturare ulteriormente nel nostro Paese la sensibilità verso il tema della <i>governance</i> della Rete e che possano anche costituire la fotografia di una realtà che sarà interessante comparare con quella che emergerà tra una decina di mesi dalla nuova assise di IGF Italia 2012 .</p>]]></content:encoded>
    <dc:publisher>No publisher</dc:publisher>
    <dc:creator>Piergiovanni Mometto</dc:creator>
    <dc:rights></dc:rights>
    
      <dc:subject>IGF Italia 2011</dc:subject>
    
    <dc:date>2012-02-19T13:51:20Z</dc:date>
    <dc:type>Notizia</dc:type>
  </item>


  <item rdf:about="http://weblog.ahref.eu/timu-su-la7">
    <title>timu su La7</title>
    <link>http://weblog.ahref.eu/timu-su-la7</link>
    <description>A InnovatiON, il magazine tecnologico de La7, si parla di timu</description>
    <content:encoded xmlns:content="http://purl.org/rss/1.0/modules/content/"><![CDATA[<p>InnovatiON, il magazine settimanale sulla tecnologia al servizio dell'uomo condotto su La7 da Lucia Loffredo si è occupato di timu. Il servizio è stato trasmesso nella puntata di lunedì 6 febbraio. <br /><br />Si parla di timu con un breve intervento di Luca De Biase che descrive cos'è e come funziona, ma soprattutto si parla delle persone che stanno animando la piattaforma e che contribuiscono con le loro storie alla crescita delle rete sociale che la anima.<br /><br />Cinzia Massa, Vincenzo Moretti e Alessio Strazzullo parlano de "Le vie del lavoro" l'inchiesta partecipata che vuole raccontare storie di donne e di uomini che pensano che il lavoro non sia solo un modo per procurarsi i beni necessari per vivere ma anche un valore, un bisogno in sé, uno strumento importante per organizzare la propria vita in un sistema di relazioni riconosciute e per soddisfare le proprie aspettative di futuro.<br /><br />"<a class="external-link" href="https://timu.ahref.eu/m/inquiry/le-vie-del-lavoro/">Le vie del lavoro</a>" e promossa da &lt;ahref e dalla fondazione Giuseppe di Vittorio ed ha raccolto fino ad oggi più cento testimonianze.</p>
<p><iframe frameborder="0" height="225" src="http://player.vimeo.com/video/36350689?title=0&byline=0&portrait=0&color=42b0be" width="400"></iframe></p>
<p><a href="http://vimeo.com/36350689">Innovation ahref</a> from <a href="http://vimeo.com/ahref">Fondazione Ahref</a> on <a href="http://vimeo.com">Vimeo</a>.</p>]]></content:encoded>
    <dc:publisher>No publisher</dc:publisher>
    <dc:creator>Piergiovanni Mometto</dc:creator>
    <dc:rights></dc:rights>
    
      <dc:subject>citizen journalism</dc:subject>
    
    
      <dc:subject>Storytelling</dc:subject>
    
    
      <dc:subject>Timu</dc:subject>
    
    <dc:date>2012-02-07T18:25:00Z</dc:date>
    <dc:type>Notizia</dc:type>
  </item>


  <item rdf:about="http://weblog.ahref.eu/weinberger-falkvinge-amamou-le-lezioni-tenute-in-fondazione-ahref">
    <title>Weinberger, Falkvinge, Amamou:  le lezioni tenute in fondazione &lt;ahref</title>
    <link>http://weblog.ahref.eu/weinberger-falkvinge-amamou-le-lezioni-tenute-in-fondazione-ahref</link>
    <description></description>
    <content:encoded xmlns:content="http://purl.org/rss/1.0/modules/content/"><![CDATA[<p><b><img class="image-inline" height="219" src="resolveuid/ec8a5f6a-7d25-4d9b-a6a1-0132be3dc95b/@@images/image/preview" style="float: left; " width="329" />L'11 novembre 2011 a Trento nel pieno della edizione Italiana del <a class="external-link" href="http://www.igfitalia2011.it/">Internet Governance Forum</a> si è tenuto l'incontro "Internet e liberta". </b></p>
<p>L'incontro era  dedicato al ruolo strategico assunto dalle nuove tecnologie nel dibattito civile e nell’organizzazione delle proteste civili che hanno contrassegnato tutto il corso del 2011: dalla così detta primavera araba fino a coinvolgere successivamente anche molti paesi occidentali con i vari movimenti degli Indignados e Occupy.<br /><br />Altro tema approndito è stato quello delle numerose minacce alla libertà di Internet messe in pratica da molti governi non solo quelli repressivi e autoritari) ma anche da parte di democrazie evolute, come ci insegna per altro il caso italiano. <br /><br />Il dibattito, moderato da Luca De Biase, ha visto la partecipazione di David Weinberger, Slim Amamou e Rick Falkvinge. Nel sito di IGF Italia 2011 è possibile leggere una <a class="external-link" href="http://www.igfitalia2011.it/?s=%22internet+e+libert%C3%A0%22">rassegna stampa</a> dei contributi di quella giornata straordinaria. <br /><br />Una giornata che si è poi conclusa con una serata altrettanto unica presso la sede di Fondazione &lt;ahref dove gli ospiti di quel convegno furono invitati a pronunciare una <i>lectio magistralis</i> di fronte ad un ristreto numero di partecipanti. <br /><br />Oggi i video delle tre lezioni sono a disposizione del pubblico della Rete:</p>
<p>.</p>
<p><a class="external-link" href="http://blog.debiase.com/2011/11/slim-amamou---pragmatica-della.html">Slim Amamou</a></p>
<p><iframe frameborder="0" height="225" src="http://player.vimeo.com/video/35507936?title=0&portrait=0" width="400"></iframe></p>
<p><a class="external-link" href="http://blog.debiase.com/2011/11/rick-falkvinge---i-pirati-sono.html">Rick Falkvinge</a></p>
<p><iframe frameborder="0" height="225" src="http://player.vimeo.com/video/35378148?title=0&portrait=0" width="400"></iframe></p>
<p><a class="external-link" href="http://blog.debiase.com/2011/11/david-weinberger---la-rete-e-n.html">David Weinberger</a></p>
<p><iframe frameborder="0" height="225" src="http://player.vimeo.com/video/34998143?title=0&portrait=0" width="400"></iframe></p>
<p><i>La foto (concessa per cortesia di Adolfo Frediani) riprende da sinistra a destra David Weinberger, </i><i>Rick Falkvinge e</i><i> Slim Amamou.<br /></i></p>]]></content:encoded>
    <dc:publisher>No publisher</dc:publisher>
    <dc:creator>Piergiovanni Mometto</dc:creator>
    <dc:rights></dc:rights>
    
      <dc:subject>Internet governance</dc:subject>
    
    <dc:date>2012-01-30T16:45:00Z</dc:date>
    <dc:type>Notizia</dc:type>
  </item>


  <item rdf:about="http://weblog.ahref.eu/sciopero-della-rete-contro-il-sopa">
    <title>Sciopero della Rete contro il SOPA </title>
    <link>http://weblog.ahref.eu/sciopero-della-rete-contro-il-sopa</link>
    <description></description>
    <content:encoded xmlns:content="http://purl.org/rss/1.0/modules/content/"><![CDATA[<p>Domani mercoledì 18 gennaio  moltissimi siti e blog <a href="http://wikimediafoundation.org/wiki/English_Wikipedia_anti-SOPA_blackout">si oscureranno per 24 ore</a>, inclusi quelli di Wikipedia, Reddit e Boing Boing, come azione di protesta contro lo Stop Online Piracy Act (<a href="http://it.wikipedia.org/wiki/Stop_Online_Piracy_Act">SOPA</a>), disegno di legge "anti-pirateria" in discussione al Congresso statunitense, insieme al simile Protect Ip Act (<a href="http://en.wikipedia.org/wiki/en:PROTECT_IP_Act">PIPA</a>).</p>
<p>L'iniziativa si sta diffondendo a macchia d'olio tra i netizen di ogni Paese e regione, per via dei prevedibili effetti a catena che le nuove norme potrebbero avere in tutto il mondo.</p>
<p>Le pressioni di migliaia di cyber-attivisti hanno già spinto i fondatori di Google, Twitter, Yahoo! ad esprimire nette riserve sui due testi, dichiarando in una lettera aperta che "concederebbero al governo Usa il potere di censurare internet con procedure simili a quelle usate da Cina, Malesia e Iran". Il CEO di Twitter, Dick Costolo, ha invece precisato che, pur opponendosi alle attuali formulazioni delle due proposte di legge, non <a href="http://www.forbes.com/sites/kashmirhill/2012/01/16/quote-of-the-day-twitters-ceo-calls-sopa-blackout-foolish/">bloccherà il noto servizio di micro-blogging</a>, come andavano invece chiedendo parecchi utenti.</p>
<p>La mobilitazione va montando alla grande su internet, a partire da Twitter con l'hashtag <a href="https://twitter.com/#!/search?q=%23sopa">SOPA</a> (e in seconda battuta <a href="https://twitter.com/#!/search?q=%23PIPA">PIPA</a>), mentre nelle ultime ore è giunta la notizia che il leader di maggioranza alla Camera, il repubblicano Eric Cantor, ha deciso di bloccare l'iter del SOPA, sembra per l'ampia opposizione e per il probabile veto presidenziale nel caso di approvazione. Tuttavia, come <a href="http://boingboing.net/2012/01/16/sopa-is-dead-its-evil-senate.html">puntualizza lo scrittore-attivista Cory Doctorow</a>, il testo potrebbe essere risuscitato in ogni momento e comunque l'analogo disegno di legge al Senato, il PIPA, rimane pur sempre in iin via di approvazione.</p>
<p>Entrambe le proposte "anti-pirateria" hanno il sostegno di Hollywood, dell'industria discografica e di gran parte dei colossi high-tech. Nei giorni scorsi <a href="http://www.whitehouse.gov/blog/2012/01/14/obama-administration-responds-we-people-petitions-sopa-and-online-piracy">la Casa Bianca si è esplicitamente fatta avanti</a> cercando di placare entrambe le fazioni, ma specificando che non appoggerà l'attuale testo del SOPA. Motivo? A detta dell'amministrazione, "non sosterremo leggi che riducono la libertà di espressione, aumentano il rischio in materia di cyber-sicurezza o minano il dinamismo e l'innovazione di internet a livello mondiale".</p>
<p>Sul fronte opposto, ciò ha provocato l'<a href="http://www.repubblica.it/tecnologia/2012/01/16/news/pirateria_online_murdoch_attacca_obama-28219920/?ref=HREC2-8">immediata ira di Rupert Murdoch</a>, per il quale "Obama si è alleato con i pirati della Silicon Valley"  aggiungendo poi in un tweet: "Il leader della pirateria online è Google, che offre in streaming gratuito i film e intorno ad essi vende gli spazi pubblicitari. Non c'è da meravigliarsi se poi investe milioni per fare lobby".</p>
<p>Mentre la situazione legislativa rimane fluida, si scaldano le tastiere per la protesta globale di domani. Perchè a rischio è la stessa<a href="https://www.eff.org/deeplinks/2012/01/how-pipa-and-sopa-violate-white-house-principles-supporting-free-speech"> libertà d'espressione online</a> -- come specifica Joi Ito, direttore del <a href="http://www.media.mit.edu/">Media Lab del MIT</a> e membro del <a href="http://www.ahref.eu/it/la-fondazione/comitato-scientifico">Comitato Scientifico della Fondazione &lt;ahref</a>. Questione centrale, <a href="http://joi.ito.com/weblog/2012/01/15/why-we-need-to.html">spiega Ito</a>,  è che le due prposte di legge mirano a minimizzare la diffusione di materiale protetto dal diritto d'autore colpendo quei siti che promuovono e consentono il file-sharing, come The Pirate Bay. Pur trattandosi di obiettivo encomiabile, imprenditori, studiosi e difensori della libertà d'espressione temono che le conseguenze di queste norme possano danneggiare irrimediabilmente l'architettura stessa della Rete.</p>
<p>Grandi aziende high-tech, quali Google, Facebook, Twitter  e altre, si oppongono al SOPA e al PIPA perchè modificano sostanzialmente il sistema delle responsabilità dei provider in caso di infrazioni al copyright. Attualmente, in base al Digital Millenium Copyright Act del 1998, queste aziende sono comunque protette da ogni "reponsabilità oggettiva".  Inoltre, le norme previste del SOPA consentirebbero di applicare queste restrizioni anche al di là dei confini internazionali, vietando agli utenti residenti in USA l'accesso a certi siti stranieri. Ciò porterebbe di fatto ad introdurre  dei "firewall" nella libera navigazione globale, oltre alla probabile replica  di analoghe barriere in altri Paesi. Tutto ciò, conclude Joi Ito, pone rischi inaccetabili al 'free speech' e quindi richiede la pronta opposizione dei netizen. Come sta puntualmente avvenendo con lo "sciopero" di domani -- che riguarderà anche<a href="http://www.androidworld.it/2012/01/14/xda-18-gennaio-sciopero-contro-la-sopa-69603/"> l'Internet italiana</a>.</p>
<p>(<i>di Bernardo Parrella</i>)</p>]]></content:encoded>
    <dc:publisher>No publisher</dc:publisher>
    <dc:creator>Piergiovanni Mometto</dc:creator>
    <dc:rights></dc:rights>
    <dc:date>2012-01-17T08:20:00Z</dc:date>
    <dc:type>Notizia</dc:type>
  </item>


  <item rdf:about="http://weblog.ahref.eu/il-libro-bianco-dell2019innovazione-sociale">
    <title>Il libro bianco dell’innovazione sociale</title>
    <link>http://weblog.ahref.eu/il-libro-bianco-dell2019innovazione-sociale</link>
    <description>E' disponibile la traduzione italiana de "Il libro bianco dell’innovazione sociale. Come progettare, sviluppare e far crescere l'innovazione sociale " realizzato dal NESTA (National Endowment for Science Technology and the Arts).</description>
    <content:encoded xmlns:content="http://purl.org/rss/1.0/modules/content/"><![CDATA[<p><b>Interazione, innovazione e collaborazione</b> sono i principi base della Social Innovation, sapientemente riproposti e rielaborati all’interno del testo Il libro bianco dell’innovazione sociale compilato dal think thank del governo inglese NESTA (National Endowment for Science Technology and the Arts) che da anni ha il compito di stimolare la creatività dell’economia inglese, e che vede tra i suoi curatori <a class="external-link" href="http://youtu.be/OI0qE0m28CY" target="_blank"><b>Alex Giordano</b></a>, uno dei massimi esperti italiani di Social Innovation, insieme ad <b>Adam Arvidsson </b>firma nota della sociologia globale contemporanea.</p>
<p><b>Con un chiaro approccio realistico, dimenticando le teorie e le formule da manuale, il testo vi propone nient’altro che un’attenta e cosciente osservazione dei meccanismi odierni, filtrando il tutto con un forte senso critico volto alla praticità delle soluzioni.</b> Non si tratta dunque di rimpastare modelli passati e pochi affini alle attuali dinamiche socio- economiche, ma si tratta di una chiara esortazione all’impiego delle risorse di cui noi tutti siamo detentori: dalla sfida per la riduzione delle emissioni di Co2, alla lotta alla povertà fino alla salvaguardia per la salute delle persone.</p>
<p><b>La Social Innovation è qui definita dagli autori come un fenomeno che parte dal basso, dalla società moderna virata dalla spinta dirompente della nuova generazione, fatta di giovani caparbi ed entusiasti, pronti a mettersi in gioco. </b>La Social Innovation dunque è un fenomeno irruente e spontaneo che non impone soluzioni astratte ma nuove e concrete possibilità per il miglioramento degli obiettivi mondiali.  Dopo il crollo dei vecchi dogmi sociali, divenuti ormai obsoleti, la società mondiale si è trovata a fare i conti con una repentina decadenza dell’intero apparato socio- economico. Per effetto domino,  ciò ha portato ad un consequenziale compromissione del lineare andamento del mercato, ad un incremento vertiginoso dei costi e infine alla necessità di reinventarsi.</p>
<p><b>La sfida che lancia la Social Innovation è quella di riprendersi gli spazi e di attribuirgli nuovi segmenti di esistenza, rielaborando i vecchi modelli.</b></p>
<p><b>Qual è il mix vincente della Social Innovation?</b> Prima di tutto la definizione di un modello economico che si basa sulla combinazione di un nuovo tipo di economia che mescola sapientemente elementi passati con altri innovativi, caratterizzati da un forte uso di networks ramificati per sostenere e gestire le relazioni, aiutati da ogni forma possibile di comunicazione dei confini sfuocati tra produzione e consumo.<b> Si tratta quindi di un forte impiego delle nuove tecnologie, sia dalla crescente enfasi che si suole dare alla dimensione umana.</b></p>
<p><b>Da qui si delinea l’immagine di </b><b>un consumatore non più passivo alle varie forme di espressione di strategie di marketing, ma un attento utente pronto a partecipare attivamente ai processi di ideazione del prodotto. </b> L’innovazione sociale non si propone di essere solo la nuova chiave di lettura dell’andamento economico, ma soprattutto la ridefinizione degli assetti sociali.  Un approccio fortemente basato su una stima meritevole, nuove regole per la formazione di organizzazioni e forte impiego di network, contemplando il sogno levyano.</p>
<p>Ed è proprio per questa forte poliedricità che è difficile andare ad intercettare un unico metodo all’interno di questa nuovo orizzonte: gli autori stessi sostengono che esistono centinaia di soluzioni per favorire l’innovazione che si concretizzano non solo con supposizioni e modi di fare, ma con effettive e concrete risoluzioni, talvolta legati alla propria cultura e altre volte rintracciabili negli immaginari collettivi altrui.</p>
<p>Catalogare un fenomeno così denso di sfumature sembra quasi un’impresa. Eppure i nostri autori hanno ben pensato di racchiudere le proprie osservazioni all’interno del testo ripartite in tre sezioni:<br />- Una prima parte chiamata “processo dell’innovazione”, nel quale vengono esposte le idee utili per lo sviluppo effettivo dell’innovazione;<br />- “Le istituzioni chiave” è il titolo della seconda parte in cui sono analizzati i ruoli delle organizzazioni che rendono possibile l’innovazione;<br /> - L’ ultima parte riguarda invece un’analisi delle condizioni odierne che possano favorire o meno lo sviluppo dell’innovazione sociale.</p>
<p><b>Ed ora, non vi resta che scaricarvi il documento e di seguire le case history aggiornate sul blog <a class="external-link" href="http://www.societing.org/category/casi-di-studio/" target="_blank">Societing.org</a>. </b></p>
<p><br /><i>L'immagine in home page "Protesta del Climate Camp all’Heathrow Airport" di Gary Austin – Radical Images è tratta dal libro.</i></p>]]></content:encoded>
    <dc:publisher>No publisher</dc:publisher>
    <dc:creator>Piergiovanni Mometto</dc:creator>
    <dc:rights></dc:rights>
    
      <dc:subject>Innovazione sociale</dc:subject>
    
    <dc:date>2012-01-02T14:50:00Z</dc:date>
    <dc:type>Notizia</dc:type>
  </item>


  <item rdf:about="http://weblog.ahref.eu/di-muro-in-muro-ad-avellino-prove-di-fraternita-allitaliana">
    <title>Di muro in Muro: ad Avellino prove di fraternità, all'italiana</title>
    <link>http://weblog.ahref.eu/di-muro-in-muro-ad-avellino-prove-di-fraternita-allitaliana</link>
    <description></description>
    <content:encoded xmlns:content="http://purl.org/rss/1.0/modules/content/"><![CDATA[<p><b>Avellino è terra di orgoglio antico e di recenti traumi</b>. L'ultimo  conflitto mondiale e il terremoto irpino del 1980 hanno lasciato un'impronta  indelebile sul tessuto urbano, nascondendo agli occhi dei passanti e al  ricordo dei più le tracce di un trascorso storico ricco di momenti  luminosi.<br /><br /><b>Mercoledì 14 dicembre si è aperta ad Avellino la mostra  “Des murs entre les hommes”</b> ospitata presso Palazzo Victor Hugo, la  prestigiosa sede locale dell'<a class="external-link" href="http://www.allianceav.it" target="_blank">Alliance Francaise</a>.  <b>Per inaugurarla è stata proposta una conferenza sul tema delle barriere  visibili o metaforiche che abitano il nostro presente.</b><br /><b><br />&lt;ahref è stata invitata a portare il racconto dell'esperienza di <a class="external-link" href="https://timu.ahref.eu/m/inquiry/a-muro-duro" target="_blank">A Muro Duro!</a></b>,  il primo contest presentato da &lt;ahref e realizzato  in  collaborazione con <a class="external-link" href="http://falling-walls.com/" target="_blank">Falling Walls Foundation</a> e <a class="external-link" href="http://www.altratv.tv/" target="_blank">AltraTv</a>,  entrambi   <a class="external-link" href="http://www.ahref.eu/it/la-fondazione/partner" target="_blank">partner </a>della Fondazione. Ho  avuto l'onore e il piacere di intervenire personalmente. Col senno di  poi, <b>se volessi indicare la parola attorno alla quale ha ruotato  l'incontro, direi che si è parlato di fraternità</b>, una delle tre anime  del motto rivoluzionario francese e più in generale dello spirito  democratico contemporaneo.<br /><br />Nel 1962, con le parole “Popolo di  Firenze, hai tu la Pace?” il presidente-poeta senegalese Léopold Sédar  Senghor apriva, in Palazzo Vecchio, il suo storico indirizzo di saluto.  Senghor, invitato a Firenze dal sindaco Giorgio La Pira, esprimeva alla  città e al mondo intero il messaggio dell’Africa-madre dei continenti,  connotata dalla volontà implacabile di respingere la barriera  dell’assurdo per proclamare la sua fede nell’avvenire di un mondo  riconciliato e universalmente fraterno. Con questo spunto ho voluto anche rendere omaggio alle vittime dell'odio xenofobo dei noti e tristi fatti di <a class="external-link" href="http://www.ilfattoquotidiano.it/2011/12/14/strage-senegalesi-firenze-altro-simpatizzante-casseri-casapound/177552/" target="_blank">Firenze</a> e <a class="external-link" href="http://torino.repubblica.it/cronaca/2011/12/12/news/la_telefonata_andiamo_a_bruciare_tutto-26459985" target="_blank">Torino</a>: una specie di preghiera ecumenica che ci ha aiutato ad acclimatarci.<br /><br /><b>Ho  scoperto ad Avellino una realtà associativa estremamente dinamica</b>,  dedita da decenni nella promozione di opportunità formative per i più  giovani. L'Alliance Francaise porta avanti questo impegno grazie al  lavoro volontario di giovani del luogo o in periodo di stage,  provenienti dalla Francia, e grazie alla passione di chi, come la  professoressa Wanda Cappa, ha interpretato il proprio mestiere di  educatrice come una missione di vita, con spirito di servizio e grande  generosità.<br /><br />Ha preso parte all'incontro anche il Sindaco di  Avellino, Giuseppe Galasso, che ha ribadito amicizia e vicinanza sia a  titolo personale che a nome dell'amministrazione Comunale al fianco di  questa associazione, da tempo punto di riferimento nella scena culturale  locale. Il primo cittadino ha promesso inoltre un intervento per  migliorare prima possibile le condizioni del palazzo Hugo, che  attualmente tende al degrado [foto degrado] e presto dovrebbe ospitare  anche un piccolo ma prezioso auditorium, a vantaggio della città e  sopratutto dei più giovani, cui mancano luoghi aggregativi.<br /><br />Nell'occasione  sono stati premiati inoltre gli studenti Luca Cataldi e Andrea Siani,  che hanno partecipato al concorso internazionale di lettura in lingua  francese "La Plume d'or 2011": un  successo importante se si pensa che è   maturato in una delle province che meno fa notizia in tutta Italia.<br /><br />Nel  corso della serata ho presentato alcuni dei contenuti raccolti con il  Contest A Muro Duro, dal video vincitore, opera di <a class="external-link" href="http://www.rferl.org/soundslide/863.html" target="_blank">James Kirchick </a>ad altre barriere famigerate come quella  di <a class="external-link" href="https://timu.ahref.eu/search/?q=betlemme&lang_choice=it" target="_blank">Betlemme</a> o quella di <a class="external-link" href="http://it.peacereporter.net/articolo/501/Un+muro+dentro" target="_blank">Belfast</a>.<br /><br /><b>Tuttavia,  ciò che ho avvertito, in definitiva, è stata la netta sensazione di  aver molto da imparare dalle decine di persone di tutte le età che mi  stavano di fronte. </b>Una grande curiosità di scoprire cosa accade ad  Avellino, qual è il muro che sta a cuore di chi mi guarda negli occhi e  ascolta il mio racconto. Una città che trentanni fa ha visto crollare  certezze personali e, insieme alla stabilità emotiva perduta in ogni  famiglia, ha registrato anche un sgretolamento del proprio tessuto  urbanistico, sfigurato forse per sempre, fra le ricostruzioni sbrigative  e i lavori mai terminati. Potrei anche essermi sbagliato, ma ho  sentito questo e molto altro, come se il dialogo aperto fosse solo  l'inizio di una lunga amicizia.<br /><br />Abbiamo parlato di &lt;ahref, delle opportunità di <span class="external-link">auto-formazione</span> a disposizione della rete su <a class="external-link" href="http://www.ahref.eu/it/biblioteca">ahref.eu</a>,  e di <a class="external-link" href="https://timu.ahref.eu/about/cos-e-timu/" target="_blank">timu</a>, della possibilità di <b>dare forza e visibilità a tutte le  comunità locali, anche le più piccole e decentrate, con un servizio che  premia la qualità della narrazione, un racconto che va a rappresentare la  realtà così com'è</b>, per voce di chi la anima e ne interpreta il  carattere, attivando piccole grandi reti di collaborazione dai risultati  talvolta commoventi.<br /><br /><b>È una cronaca a maglie larghe di quel che è  successo. Con una domanda centrale che ha attraversato la discussione  finale: come colmare le distanze fra nord e sud? </b>come abbattere il muro  della disuguaglianza nell'accesso alle opportunità? E una possibilità  concreta per restare in contatto e progettare insieme delle soluzioni,  per affrontare le sfide che abbiamo davanti a noi: raccontare,  raccontare, raccontare...dopo il ventennio di fiction che si è appena  concluso oggi possiamo riprenderci la realtà e raccontarla: le  testimonianze biografiche che emergono su <a class="external-link" href="http://www.timu.it">timu </a> e le inchieste partecipate che ospiterà sono, ci auguriamo, l'inizio di una fase diversa.<br /><br /><b>Una  fase in cui possiamo ricominciare a pensarci come una comunità.  Possiamo apprendere dalle esperienze degli altri e unire le forze  collaborando in rete, condividendo le nostre competenze per crescere  insieme. Una comunità che, mentre si racconta, ritrova, ridefinisce,  reinventa i propri valori fondanti: io voto per questa fraternità!</b></p>
<p>(<i>Giancarlo Sciascia</i>)</p>]]></content:encoded>
    <dc:publisher>No publisher</dc:publisher>
    <dc:creator>Piergiovanni Mometto</dc:creator>
    <dc:rights></dc:rights>
    
      <dc:subject>Cittadinanza attiva</dc:subject>
    
    
      <dc:subject>A muro duro!</dc:subject>
    
    
      <dc:subject>Timu</dc:subject>
    
    <dc:date>2011-12-27T15:15:00Z</dc:date>
    <dc:type>Notizia</dc:type>
  </item>





</rdf:RDF>

