Viaggio nel cuore del “Rione Umanità”
Poco più di 800 km. Questa la distanza tra il Rione Sanità a Napoli e la città di Trento.
La lunga e gloriosa storia di uno dei luoghi più importanti di Napoli si è scontrata spesso con la realtà, e con la sua rappresentazione su giornali e televisione. Perché il Rione Sanità vanta antichissime radici greco-romane, ma è anche uno dei luoghi della camorra, è il luogo delle catacombe del patrono della città San Gennaro e di San Gaudioso, ma è anche il rione simbolo dell'illecito, dell'attività criminale. Era il luogo dei palazzi nobiliari, ma fino a poco tempo fa considerato off limits, pericoloso, da evitare.

Eppure qualcosa è cambiato e continua a cambiare. Ne hanno scritto Cinzia Massa e Vincenzo Moretti, in Rione Sanità. Storie di ordinario coraggio e dio straordinaria umanità (ediesse edizioni) presentato a Trento, nella bella sala degli affreschi della biblioteca comunale Venerdì 2 dicembre. 800 km separano questi luoghi così diversi ma, come ha detto Luca De Biase nella sua introduzione, queste storie ci mostrano una vicinanza tra un posto come Napoli e un posto come Trento: una vicinanza che si fonda sulla riscoperta del valore della comunità, di una solidarietà concreta che si trasforma in vere opportunità.
Andrea Brunello, attore e direttore artistico del teatro Portland di Trento ha letto alcuni brani al pubblico, ha dato voce alle storie di straordinario coraggio e di straordinaria umanità - questo il sottotitolo di Rione Sanità - che hanno al centro chi ha deciso di trasformare il rione. Un luogo dicotomico, che esprime contrasti.
Le storia di Ernesto Albanese fondatore dell’associazione “L’altra Napoli” o quella di Padre Antonio Loffredo, che ha restituito la basilica di Santa Maria dela Sanità ai ragazzi che oggi la custodiscono, a cui piace ricordare che «Non siamo noi i soggetti di queste storie, i protagonisti sono loro, i ragazzi». E ancora l’associazione “La Casa Dei Cristallini” che segue i ragazzini del rione nello studio, la storia di arte, teatro e cinema di Vincenzo Pirozzi, la nascita della Sanitansamble orchestra formata da giovani e giovanissimi del Rione con la quale - come ha ricordato Cinzia Massa - attraverso i bambini si educano anche i genitori, «Bambini che avevano difficoltà a restare buoni per venti minuti in classe oggi vanno bene a scuola e provano tre volte a settimana per diverse ore al giorno».
Non parliamo di eroi, ne di santi, ma di persone normali. Non a caso nel post scriptum con cui si chiude il libro, Moretti gioca con il nome del Rione, da Rione Sanità a Rione Umanità. Le storie riguardano persone normali che determinano il cambiamento degli spazi in cui vivono. E il racconto delle loro storie, storie vere, è un ulteriore passo in avanti, per attivare il cambiamento.
(di Alessio Strazzullo)


