Governare l'innovazione oltre la crisi: una riflessione sul pensiero di Ezio Andreta
Venerdì 1° giugno in Piazza Fiera a Trento Ezio Andreta (nella foto), attuale direttore del Dipartimento Ricerca della Commissione Europea, ha raccontato al pubblico attento del Festival Economia 2012 la sua visione della società contemporanea.
Una visione, quella di Andreta, onesta, lungimirante e percorribile al tempo stesso. Questo ricercatore ha contribuito con le sue idee a scrivere tutti i più recenti programmi quadro dell'Unione Europea e a tracciare in questo modo il percorso dell'Europa per gli anni a venire. Andreta vede in atto oggi tre rivoluzioni che si manifestano contemporaneamente a stadi di sviluppo differenti e che agiscono su tre diverse "dimensioni": macro, micro e nano.
- La rivoluzione Macro è quella che sta alla base del mutamento del paradigma con il quale abbiamo interpretato il mondo fino ad oggi basato sui punti di riferimento del tempo e dello spazio. La vita in passato era scandita da tempi lunghi e si svolgeva in spazi ristretti. Lo sviluppo sociale, tecnologico ed economico ha dato impulso alle dinamiche della globalizzazione e dell'epoca post industriale rovesciando il rapporto fra lo spazio e il tempo. Nel mondo di oggi la vita è scandita da tempi sempre più brevi e si svolge in spazi larghissimi. Con l'avvento di Internet anzi si sono superati definitivamente i limiti abituali e i sistemi economici ora sono completamente svincolati da tutti gli ostacoli un tempo determinati dal fattore spaziale.
- La rivoluzione Micro è quella che coinvolge il bene centrale della nuova economia. E' la rivoluzione destinata a traghettare il mondo verso un altro modello economico, basato sulla conoscenza, capace di coniugare crescita e sostenibilità, competitività e occupazione, qualità della vita e coesione sociale.
- La terza rivoluzione ("Nano") è destinata a cambiare radicalmente il nostro modo di vivere e di approcciare i problemi, in particolare il modo di educare, fare ricerca e produrre. Quella che ci condurrà nell’ultima fase del lungo processo di trasformazione verso l’economia della conoscenza. Essa propone un modello dove gli assets immateriali contano di più di quelli materiali, dove la creatività e la capacità di concepire prodotti e servizi innovativi ad alto valore aggiunto è determinante.
La questione che allora appare centrale rispetto a questo processo ineludibile è rappresentata da come la società contemporanea e l'Italia in particolare può affrontare questo percorso trasformandolo in una opportunità di progresso sociale.
La parola chiave proposta da Ezio Andreta è innovazione.
Ma l’innovazione, per Andreta, è un sistema complesso, difficile da governare, che richiede una forma nuova di governo collegiale che obblighi tutti gli attori a condividere il percorso da seguire e ad assumersi insieme la responsabilità di realizzarlo.
Ne deriva un cambiamento radicale di prospettiva: dall'attuale centralità dei costi alla auspicabile e necessaria centralità del valore, privilegiando forme di intervento che alleggeriscano il peso delle sovrastrutture amministrative (burocrazia e fisco) e favorendo l’emersione delle energie imprenditive connesse alle sorgenti della conoscenza.
Una economia che raccolga e favorisca le nuove opportunità di mercato che saranno generate a seguito dello spostamento dell’interesse generale dall’economia industriale all’economia sociale.
Una società e un'economia nuove, maggiormente umane, capaci di una visione di lungo periodo e dotate di coraggio: il coraggio di mettere in discussione le nostre presenti concezioni e abitudini, rivoluzionando le categorie dello spazio, del tempo e delle relazioni.
In questo nuovo scenario, la ricchezza non è più generata dalla (sovrap)produzione industriale di beni e oggetti che sarà sempre più una questione puramente tecnologica, ma dal soddisfare i bisogni crescenti in sicurezza, in qualità, in sostenibilità, in salute e in cultura dei cittadini europei. Solo così è possibile rivitalizzare il sistema produttivo europeo, generando una domanda interna in grado di sostenere la crescita necessaria a creare nuovi posti di lavoro.
Ezio Andreta: governare l'innovazione oltre la crisi from Fondazione ahref on Vimeo.
Per passare dalla teoria alla pratica, Ezio Andreta, propone cinque semplici misure possibili e attuabili a costo quasi zero che garantirebbero un impatto importante sul sistema socio-economico:
- accrescere la capacità di condivisione e corresponsabilità di tutti gli attori implicati nel processo d’innovazione
- spostare l’enfasi sulla “social innovation”
- introdurre un approccio di sistema che permetta di agire insieme in modo collettivo
- investire in infrastrutture informatiche e reti che permettano di gestire meglio la complessità
- investire in cultura.
Andreta ci ha esortato inoltre ad esser tenaci perché - avverte - “non basteranno 2 generazioni per un mutamento simile”. L'innovazione può giocare quindi un ruolo di estrema importanza per accelerare nella direzione del cambiamento necessario descritto, a patto che ci sia lucidità nelle scelte, coerenza con gli obbiettivi e capacità di sognare e trasformare i sogni in realtà.
Il paradigma nuovo in definitiva indica e afferma uno spostamento culturale da un sistema il cui baricentro è sui costi a un altro la cui attenzione è rivolta al valore. Sostituendo la linearità del nostro pensiero con la complessità: una vera e propria “rivoluzione copernicana”.
Dopo il successo del coinvolgente seminario di Trento, Fondazione <ahref, per favorire la diffusione e la conoscenza del pensiero e della visione di Ezio Andreta, propone due testi nei quali l'attuale presidente dell'Agenzia per la Promozione della Ricerca Europea racconta la sua visione del processo sociale in atto (Le tre rivoluzioni che stanno cambiando il mondo) e il ruolo che l'innovazione, se opportunamente stimolata, può giocare per trasformare questo processo in nuove opportunità di sviluppo (Governare l'innovazione.).
Invitiamo chi legge a commentare questo post per proseguire la riflessione avviata da Ezio Andreta e arricchirla con testimonianze biografiche, dati settoriali, focus su ambiti locali di interesse, ecc.


