Da Jenin a Gerusalemme: il racconto della vita in Palestina
Il 20 agosto inizia il diario reportage con cui MAIA onlus si propone di raccontare la vita nelle città della Palestina e il ruolo che le tante associazioni di volontari attive nella regione svolgono per migliorare la qualità di vita delle persone.
Ne è nata una storia di timu, intitolata DIARY FROM JENIN - Informazione, riflessione, azione.
Il diario reportage che utilizzerà principalmente il linguaggio delle immagini fotografiche prende il via dalla città di Jenin, dove il gruppo di volontari e narratori si soffermerà per circa una ventina di giorni, per poi toccare le altre principali città della West Bank: Ramallah, Nablus e Gerusalemme.
Jenin è stata scelta non a caso come meta principale del viaggio dei ragazzi di MAIA. E' una delle principali città della Cisgiordania e all'interno del suo territorio sorge anche uno dei più importanti campi profughi Palestinesi gestiti dalle Nazioni Unite.
La città e il suo distretto vive, ma forse sarebbe meglio dire sono vissuti, soprattutto di agricoltura. Dal 2001 la costruzione, da parte del governo israeliano, del muro di separazione ha causato un grave aumento della povertà e della disoccupazione di gran parte della popolazione palestinese nei territori attraversati dal muro tra i quali ci sono anche i quattro villaggi della parte nord occidentale della provincia di Jenin, villaggi che si sostenevano principalmente grazie ai raccolti di ulivi e mandorli che sorgono su terreni che ora si trovano fisicamente separati dalle abitazioni dove risiedono i proprietari. Confische di terreni, limitazioni nei movimenti, perenne presenza dell'esercito israeliano rendono la vita di queste persone un vero inferno; un inferno rappresentato di recente anche al cinema con il lungometraggio Lemon Tree, tradotto in Italia col titolo “Il giardino di limoni”.
E' in questo contesto che i narratori di MAIA svolgeranno il loro compito di testimoni non solo delle difficoltà incontrate dalla popolazione ma anche dei risultati dell'impegno concreto di tantissime associazioni locali e occidentali il cui lavoro volontario migliora tangibilmente la vita quotidiana degli abitanti di quei luoghi.
Lunedì 20 agosto avrà inizio il diario di viaggio che sarà pubblicato quotidianamente su timu fino a fine settembre. Successivamente i materiali raccolti saranno organizzati e rielaborati per la redazione del fotoreportage ufficiale che sarà ultimato entro la fine dell'anno e presentato in varie occasioni a Trento e in Trentino in collaborazione coi partner coinvolti.
MAIA ha scelto timu per raccontare il percorso di questo progetto di cooperazione internazionale che coinvolge la Palestina e l'Italia dedicando in particolare alla popolazione del Trentino una serie di occasioni di approfondimento della realtà esplorata, attraverso:
- una rubrica intitolata “Diario da Jenin” che comparirà per un mese sul quotidiano “Trentino”
- speciali settimanali nel blog di MAIA Onlus su www.maiainternational.org
- la pubblicazione e distribuzione del fotoreportage anche in formato cartaceo
Sono molti i giovani attivi che si dedicano al volontariato in Trentino e in Italia. Poter seguire da vicino alcuni di loro è una grande opportunità per chi è interessat@ a vivere esperienze di cooperazione internazionale all’estero e vuole saperne di più, magari per voce di chi ci sta passando. A loro, a tutte queste ragazze e questi ragazzi, è dedicata la storia di timu DIARY FROM JENIN - Informazione, riflessione, azione.
L'associazione MAIA Onlus è a disposizione di chiunque volesse conoscere meglio l'attività sul campo condotte ogni anno e rese possibili quest'anno anche grazie alla raccolta di donazioni avvenuta a Trento nel corso del ciclo primaverile di proiezioni cinematografiche Mondovisioni – i documentari di Internazionale, in collaborazione con Fondazione <ahref.
Ma il reportage si rivolge a chiunque sia interessato a vedere e capire a "fondo" la questione palestinese e le conseguenze drammatiche che un conflitto aperto da oltre mezzo secolo comporta nella vita di famiglie costrette a vivere al giorno d'oggi in un regime di apartheid.
timu dunque non va in vacanza e continua a raccontare storie vere, da leggere e condividere ma soprattutto con la possibilità di partecipare dando il proprio contributo personale: un nuovo spunto, un altro punto di vista, un commento prezioso. Il bello di Internet è proprio questo!


